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Frode sulle accise degli alcolici, perquisizioni anche a Viterbo

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Paolo Di Basilio
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Venti perquisizioni sono scattate stamani in società, studi di commercialisti e abitazioni private in più città italiane per un'inchiesta della guardia di finanza coordinata dalla procura di Grosseto, su una presunta frode fiscale nel settore delle accise sugli alcolici: quattro le persone indagate. Le perquisizioni sono state condotte dalle fiamme gialle di Grosseto con l'ausilio dei colleghi delle altre città e con la collaborazione di personale dell'Agenzia delle Dogane. Le operazioni di polizia giudiziaria sono state condotte su Grosseto e Arezzo e nelle province di Udine, Bolzano, Novara, Genova, Ancona, Viterbo, Napoli, Avellino, Caserta e Palermo. In una nota, Raffaella Capasso, capo della procura di Grosseto, ha spiegato che "gli illeciti posti in essere dagli indagati allo stato integrano un'ingente evasione nel settore dell'accisa e dell'Iva quantificata in circa due milioni di euro" e che al centro dell'inchiesta ci sarebbero "ingenti movimentazioni di bevande alcoliche meramente 'cartolari' tra Stati dell'Ue e, in alcuni casi, anche extra Cee: essenzialmente i prodotti venivano immessi in consumo sul territorio dello Stato illegalmente nonostante dalle dichiarazioni doganali si evincesse l'acquisto, da parte del 'deposito fiscalè sito in Grosseto, degli stessi alcolici".