Demolizione per l'ovile del pastore che terrorizzava Farnese

Farnese

Demolizione per l'ovile del pastore che terrorizzava Farnese

09.04.2019 - 19:19

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Uno schieramento di forze imponente per demolire gran parte del capannone abusivo in località Poggio del Cerro tra i comuni di Latera e Farnese. Esercito, carabinieri, finanza, polizia, vigili del fuoco e polizia locale per tirare giù l’immobile che si estende su un’area di 400 metri quadrati. Sul posto, vista la delicatezza dell’operazione, anche i vertici di questura, il comandante della Finanza, il prefetto e il comandante provinciale dei carabinieri. Circa una trentina gli uomini impiegati dalle prime ore dell'8 aprile per demolire il capannone finora destinato ad ovile. Durante le operazioni ha sorvolato la zona anche un elicottero dei carabinieri.

LA DEMOLIZIONE DELL'IMMOBILE (Guarda le foto)


L’immobile da demolire appartiene all'allevatore sardo Antonio Pira di 76 anni, noto per essere rinviato a giudizio nel 2017 per i presunti atti intimidatori ai danni dell'ex sindaco di Farnese Dario Pomarè. L’allevatore ha seguito le operazioni sul posto insieme a uno dei suoi legali, l’avvocato Angelo Di Silvio. “Un dispiegamento di forze di questo genere forse non si è mai visto, almeno da queste parti, per un'operazione del genere”, commenta il difensore. Le operazioni di demolizione sono andate avanti per tutta la mattinata fino a che uno dei mezzi che stavano distruggendo le pareti non ha toccato la parte centrale che non va demolita. In quel punto c’è un tetto in eternit e dunque l’allevatore e il suo avvocato hanno chiesto uno stop per verificare se esistevano i certificati che attestavano la non pericolosità del materiale. Documenti che sono stati inviati sul posto dal Comune poco dopo e dunque le operazioni sono continuate anche nel pomeriggio. Riprenderanno, come da programma questa mattina.
Antonio Pira venne arrestato a fine luglio del 2015 nell'ambito dell’operazione “Terra Madre” portata a termine dai carabinieri di Viterbo e che svelò una serie di atti intimidatori ai danni dell’ex primo cittadino di Farnese. Insieme a due figli è accusato di atti persecutori, detenzione abusiva di armi, furto aggravato. Tra le accuse mosse al pastore c’è quella di aver distrutto l’uliveto, con 160 piante, di Pomarè e di avergli ucciso a bastonate i cani. Il tutto come vendetta, secondo l’accusa, per aver fatto approvare il nuovo regolamento sugli usi civici con il quale l’allevatore perdeva 60 ettari di pascoli. Secondo gli inquirenti i tre puntavano a mettere in atto ritorsioni simili anche verso gli altri firmatari della proposta di riforma, ma l’intervento dei carabinieri gli impedì di andare oltre. Durante le perquisizioni che seguirono gli arresti furono sequestrate 500 pallottole, quattro passamontagna e dei puntatori laser.

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