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Insulta superiore su Facebook, carabiniere alla sbarra

Paolo Di Basilio
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Carabiniere della Tuscia finito a processo perché accusato di aver insultato su Facebook un ex capitano dell'Arma, dichiaratamente omosessuale, arrestato nel 2016 per un presunto giro di Shaboo a Milano. Il militare è imputato per il reato di diffamazione dopo le denunce presentate dall'ex ufficiale  per i commenti pubblicati su un gruppo social degli ex allievi del corso sottufficiali. L'ex capitano si è presentato davanti al giudice Giacomo Autizi per rendere testimonianza. Dal 2016, quando è stato arrestato, gli è stato tolto il grado anche se per le accuse di spaccio, ha specificato in aula, non c'è stata ancora nemmeno la richiesta di rinvio a giudizio. Il carabiniere, originario di Civitavecchia e in passato comandante della Compagnia di Terracina, ha raccontato di non aver mai nascosto il suo orientamento sessuale. Nel 2013 si era legato al compagno con un unione civile celebrata in Spagna. “A Milano vivevamo insieme nell'alloggio di servizio, non ho mai nascosto nulla”, ha detto l'ex capitano in aula. Ma la sua vita cambiò nel 2016 quando fu arrestato insieme al convivente perché trovati in possesso di 50 grammi di shaboo la micidiale droga filippina chiamata la cocaina dei poveri. In quei giorni centinaia uscirono centinaia di articoli in tutta Italia, alcuni dei quali facevano riferimento anche allo stato di salute del carabiniere. Alcuni finirono postati nel gruppo Facebook al quale erano iscritti sia il carabiniere della Tuscia che l'ufficiale di Civitavecchia. I due infatti alla fine degli anni '90 avevano partecipato allo stesso corso per sottufficiali per il quale era stato creato un punto di ritrovo virtuale. Sotto al post con la notizia dell'operazione antidroga apparirono decine di commenti pesanti. Commentò anche il carabiniere di Orte: “Frocio, spacciatore, tossico. Termini che non adatti a chi porta la mia divisa”. Un commento giudicato diffamatorio dal capitano che ha querelato sia il militare di Orte che altri commentatori in varie parti d'Italia. “Non è facile stare qui a dichiarare pubblicamente i miei orientamenti”, ha detto il carabiniere, giacca e cravatta, durante la deposizione. Il giudice ha rinviato il processo al 17 ottobre per l'esame imputato, attualmente i missione all'estero, e per i testimoni della difesa.