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Imprenditore rovinato chiede 300 mila euro all'ex bancario

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Paolo Di Basilio
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A causa di quei prestiti con il giro assegni si era rovinato arrivando ad accumulare debiti per oltre 600mila euro. Si tratta del piccolo imprenditore di Montefiascone, proprietario di una concessionaria di moto, che con le sue denunce fece scattare l'operazione “Due Ruote”. Martedì il pm Michele Adragna ha chiesto la pena di 6 anni per Angelo Valleriani ex funzionario della Banca di Roma che, secondo l'accusa, prestava soldi, tramite il cambio assegni, a tassi usurai. L'imprenditore di Montefiascone, che stando alla tesi accusatoria dovette restituire 630 mila euro a fronte di prestiti per 400 mila, con tassi fino al 400% si è costituito parte civile al processo e il suo legale, l'avvocato Orietta Celeste ha concluso chiedendo circa 300 mila euro di danni per quanto ha dovuto subire il suo assistito. Durante le conclusioni il legale ha ricordato che all'epoca dei fatti l'imprenditore aveva 24 anni e che, forse a causa dell'inesperienza, aveva avuto problemi con il credito. Tra il 2004 e il 2007 incontrò Valleriani. Il funzionario lo aiutò a ottenere un primo fido di 15 mila euro poi, stando a quanto riferito dall'avvocato, si affidò a lui per risolvere i problemi di liquidità accumulando debiti rinnovando, a tassi sempre più alti, con nuovi assegni postdatati quelli in scadenza. L'avvocato celeste ha ricordato che il suo assistito si decise a sporgere denuncia dopo che delle persone si erano recate alla rivendita intimorendo la madre. A quel punto si confidò con i familiari e poi si rivolse ai carabinieri. Il pm ha chiesto 4 anni per un complice, l'assoluzione per una terza persona mentre il quarto imputato nel frattempo è deceduto. Le difese hanno invece sollecitato, con delle lunghe arringhe, l'assoluzione contestando la mancanza di documentazione che prova i rapporti. Sotto la lente la consulenza del perito nominato dal tribunale nella quale mancherebbero diversi assegni e che si baserebbe, secondo le difese, in gran parte sulle dichiarazioni rese dalle presunte vittime. Il collegio (Silvia Mattei presidente, Giacomo Autizi ed Elisabetta Massini a latere) ha rinviato per le repliche e la sentenza al 25 giugno.