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Carnevale, in trenta all'ospeale dopo la sfilata

Paolo Di Basilio
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Trenta ragazzi trasportati al pronto soccorso per aver abusato di alcol e forse anche di qualche altra sostanza, diverse risse, un arresto per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. E' l'altra faccia, la meno attraente, del Carnevale civitonico, che domenica ha visto oltre tremila maschere sfilare per la cittadina all'insegna dell'allegria e anche della trasgressione. Forse un po' troppa trasgressione, tanto che la comandante della compagnia dei carabinieri di Civita Castellana Anna Patrono ha invitato il Comune, in vista del corso di gala di domenica prossima, a una maggiore sorveglianza dei gruppi mascherati, in particolare quelli composti dai più giovani. Le corse al pronto soccorso, così come le soste nelle postazioni di primo intervento allestite dal 118 lungo il percorso, quest'anno sono state più numerose del solito. “Per essere stata una prima sfilata, forse c'è stato qualche eccesso di troppo - ammette il maggiore Patrono -. Fin dal mio arrivo a Civita Castellana ho avuto modo di apprezzare questa festa, unica nel suo genere. Le maschere sono bellissime ma il comportamento di alcuni rischia di vanificare il lavoro di molti”. Sott'accusa, come sempre, finisce l'abuso di alcol, ma non solo: che tra i più giovani negli ultimi anni sia sempre più diffusa l'assunzione di sostanze stupefacenti, spesso chimiche, prima e durante il corteo, è ormai il segreto di Pulcinella, tanto per restare in tema maschere. Per dirlo con certezza, notano i carabinieri, sarebbero però necessari esami specifici. Di sicuro per diversi gruppi di giovani il carnevale è ormai diventato una specie di grande rave all'aria aperta, con tanto di musica sparata a tutto volume. Una specie di Street Parade in salsa civitonica. Con tutti i rischi del caso dal punto di vista della sicurezza: “Consentire la formazione di gruppi mascherati troppo numerosi, composti esclusivamente da ragazzi molto giovani e molto su di giri è una pessima idea - commenta una madre -. Forse bisognerebbe mettere un tetto al numero di iscritti per singolo gruppo e farlo rispettare, così da evitare il formarsi di pericolose calche in punti in cui il percorso subisce strozzature, come è il caso del Ponte Clementino. I giovani più scalmanati, se diventano i padroni del nostro Carnevale, finiscono con l'allontanare tutti coloro che invece vogliono solo divertirsi in maniera sana, come gli adulti e i bambini, e anche lo stesso pubblico, che non vuole certo assistere a risse, vomitate e altri spettacoli penosi”. Uno degli “effetti collaterali” dell'eccesso di alcol o di droghe, oltre alle corse in ospedale, sono proprio le risse. Quando si è alterati basta un nulla, uno sguardo di troppo, per venire alle mani. O anche per oltraggiare le forze dell'ordine, come nel caso del 25enne arrestato domenica per aver aggredito i carabinieri intervenuti per sedare una rissa.