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Viterbese arrestato per usura

Paolo Di Basilio
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Sono stati gli agenti di polizia del commissariato Fidene Serpentara, diretto fa Giuseppe Rubino e quelli di polizia Roma Capitale a svolgere una complessa attività di indagine volta a contrastare il fenomeno dell'usura e del traffico di stupefacenti. Al termine dell'attività investigativa, coordinata dai Pubblici Ministeri del gruppo gravi reati contro il patrimonio e criminalità comune, l'Autorità Giudiziaria ha chiesto ed ottenuto dal Gip l'emissione di 10 misure cautelari personali: 6 custodie cautelari in carcere, 1 misura degli arresti domiciliari e 3 misure dell'obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. POLIZIA IN AZIONE (guarda il video dell'operazione) Stamane gli agenti della Polizia di Stato unitamente a quelli di Roma Capitale, hanno eseguito 6 misure cautelari in carcere nei confronti di: R.M., 65 anni di Andria, con precedenti di polizia, indagato per usura e spaccio di stupefacenti nonché violazione dell'art.132 TULB (abusiva attività finanziaria); R.D. 55 anni di Viterbo, indagato usura aggravata e abusiva attività finanziaria; F.R., romano di 47 anni, per spaccio di stupefacenti; O.F., romano di 42 anni, per spaccio di stupefacenti; D.R., romano di 61 anni, per spaccio di stupefacenti; R.M., romano di 32 anni, per di spaccio di stupefacenti. E' finito invece agli arresti domiciliari G.G., romano di 49 anni per usura aggravata e abusiva attività finanziaria. 3 i soggetti che dovranno invece presentarsi davanti alla Polizia Giudiziaria: A.L., romana di 61 anni, dipendente del Comune di Roma,  ritenuta responsabile di usura aggravata ed estorsione; L.D., romano di 37 anni per spaccio di stupefacenti; C.I., romano di 43 anni, in carcere per associazione a delinquere finalizzata ai furti di portavalori, ritenuto responsabile di spaccio di stupefacenti. La complessa attività di indagine ha evidenziato l'esistenza di uno strutturato sistema usuraio dove alcuni soggetti si occupavano, con diverse modalità, di prestare somme di denaro mentre altri, di procurare i clienti e della riscossione. Ulteriore elemento decisivo di riscontro è stato fornito dalle dichiarazioni rese dalle stesse vittime di usura, gran parte dei titolari di attività commerciali sul territorio di Roma (ristoranti, bar, negozi di estetica) che hanno confermato l'attività illecita. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno acquisito elementi di prova in ordine ai capi di imputazione, nonché accertato contestualmente un'attività di spaccio di sostanze stupefacenti che ha portato al sequestro di circa 3 kg. di cocaina e 6.400 euro. Sequestrati anche 39.800 euro quale provento dell'usura, assegni bancari dati a garanzia per un valore di 40 mila euro, carte postepay e libri contabili in cui erano annotati i prestiti concessi e dai quali è emerso inequivocabilmente il tasso usuraio applicato.