Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Falso allarme bomba al tribunale, l'autore della telefonata incastrato dal Dna

Paolo Di Basilio
  • a
  • a
  • a

Quella telefonata partita da una cabina telefonica di Velletri fece scattare, il 20 settembre dello scorso anno, l'allarme anche nel palazzo di giustizia di Viterbo. "Ci sono bombe nei tribunali di Velletri, Viterbo, Cassino e Latina", disse una voce maschile. Il tribunale si riempì di carabinieri, tuttavia non fu trovato nulla. FALSO ALLARME BOMBA AL TRIBUNALE (Leggi qui) A distanza di qualche mese la Questura di Roma ha reso noto l'arresto di un romano di 58 anni, P. R., per il reato di minaccia aggravata a corpo giudiziario, in esecuzione di una misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Velletri. I fatti risalgono al 20 settembre scorso, quando una telefonata anonima giunta presso il commissariato di Velletri, aveva annunciato la presenza di una bomba negli uffici del Tribunale e in quelli di Viterbo, Cassino e Latina. Solo a Velletri fu ritrovata una valigetta con un finto ordigno. Sul caso ha indagato dunque la Digos di Roma e il commissariato di Velletri. Le indagini, partite dall'analisi della telefonata anonima giunta al centralino del commissariato, hanno portato all'individuazione del cellulare da cui era stata effettuata la chiamata. A supportare le risultanze investigative, i riscontri della polizia scientifica, che dopo aver controllato la valigetta e il suo contenuto era riuscita ad estrapolare un profilo genetico, risultato corrispondere al Dna del sospettato. Pertanto, il gip di Velletri aveva emesso nei confronti del 58enne un'ordinanza di custodia cautelare per i reati violenza e minaccia aggravata a un corpo giudiziario, interruzione di un ufficio pubblico e sostituzione di persona in concorso. Le indagini degli investigatori continuano per risalire agli autori di analoghi episodi che si sono ripetuti prima e dopo il 20 settembre.