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Genitore tenta di aggredire l'arbitro, Daspo per 2 anni

Paolo Di Basilio
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Non solo le curve. Il Daspo arriva anche nei campi dove si giocano le partite dilettantistiche e giovanili. Due giocatori, un guardalinee e un genitore dovranno restare per un po' di tempo lontani dalle partite di calcio, dopo che sono stati raggiunti dal divieto di partecipare a eventi sportivi. I fatti hanno riguardato due distinti episodi. A febbraio, durante un incontro di calcio valevole per la categoria Allievi, avveniva un'animata discussione tra un giocatore ed un segnalinee. A quel punto il padre del calciatore avrebbe scavalcato tentando di aggredire l'arbitro non riuscendoci solo perché fermato da alcuni giocatori. La gara fu immediatamente sospesa dall'arbitro e su quel fatto ha indagato la Digos e la divisione anticrimine della questura: al termine degli accertamenti è stato notificato il Daspo per 2 anni al genitore e al guardalinee, mentre il calciatore non potrà partecipare a eventi sportivi per un anno. Il secondo episodio è avvenuto al termine di una partita valevole per il campionato di terza categoria, quando un giocatore, espulso dal rettangolo di gioco, al termine dell'incontro di calcio, aggrediva alle spalle il direttore di gara e solo grazie all'intervento dei carabinieri si riusciva ad evitare che la situazione degenerasse. Il calciatore, in questo caso, sottoposto a Daspo, dovrà restare fuori ai rettangoli di gioco per 3 anni. “La particolare determinazione da parte della Questura di Viterbo - si legge in una nota della polizia - nell'applicazione dei Daspo è stata necessaria anche perché in entrambi gli incresciosi episodi sono stati coinvolti soggetti tesserati delle società sportive, i quali dovrebbero garantire un comportamento tale da poter essere preso d'esempio dai tifosi e trasformato in sano e pacifico sostegno per la propria squadra. Il regolare svolgimento delle manifestazione sportive rappresenta l'obiettivo primario della polizia, nell'ottica della diffusione della cultura di partecipazione ad eventi sportivi secondo i principi cardine del ‘rispetto dell'avversario' e della ‘non -violenza'”.