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Bonifici sospetti in banca, a processo la vicina

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Paolo Di Basilio
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Accompagnava la vicina in banca e, con la scusa di aiutarla, sarebbe riuscita a fare la “cresta” sui prelievi. Non solo spesso la donna, una vicina di casa che si prendeva cura saltuariamente dell'anziana, spesso riusciva a disporre anche dei bonifici a suo favore. In tutto, secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe intascato circa 9.000 prima di essere scoperta e denunciata dall'anziana (che è assistita dall'avvocato Giuliano Migliorati). Adesso la 65enne viterbese si trova a processo accusata di truffa. Nell'interpretazione giurisprudenziale ha prevalso infatti l'ipotesi del raggiro su quella dell'eventuale furto. Ieri davanti al giudice monocratico Silvia Mattei si è svolta una nuova udienza del processo a carico della badante. In aula anche l'anziana, vittima della truffa. Tuttavia le parti, visto che la donna era emozionata, hanno concordato di acquisire il verbale di querela. In aula hanno dunque testimoniato due dipendenti dello sportello Banca Intesa (ex Carivit) dove la donna andava nel periodo preso in esame dai capi d'imputazione (gennaio-novembre 2013). Le due cassiere hanno confermato che spesso l'anziana era accompagnata dalla donna che è poi finita sotto processo. Era lei, spesso, a consegnare le distinte e a dare le indicazioni per i movimenti bancari, in apparenza su indicazione dell'anziana signora. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO O NELL'EDICOLA DIGITALE