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Ordine del giorno per stoppare l'arrivo degli immigrati a San Martino

Paolo Di Basilio
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C'è chi parla di 40-50 persone, chi addirittura di 100. Si stanno dando letteralmente i numeri sul possibile arrivo di nuovi rifugiati, stavolta a San Martino al Cimino, dove per martedì è stato organizzato un sit-in in piazza Mariano Buratti per dire no all'apertura di un centro di accoglienza in loco. Il sindaco Michelini, che inizialmente aveva escluso questa ipotesi, adesso è più possibilista: “Conosciamo i nomi di chi ha partecipato al bando della prefettura scaduto il 31 gennaio ma le buste con le proposte tecnico-economiche, contenenti le località, non sono ancora state aperte. Non escludo però che chi ha presentato le proposte abbia anticipato i siti a qualcuno”, nota il primo cittadino, che ha pronto un ordine del giorno in quattro punti da far votare anche all'opposizione nel consiglio straordinario sulla questione rifugiati fissato per giovedì. “Con un documento approvato all'unanimità - continua Michelini - la lettera che invierò in prefettura avrà sicuramente più forza”. Sull'ipotesi San Martino, il sindaco è intenzionato quindi a fare la voce grossa. Il primo punto dell'ordine del giorno, che verrà illustrato dal sindaco mercoledì in quarta commissione (è previsto un sopralluogo al Cas dell'ex Fiera), prevede il rispetto delle percentuali di assegnazione di migranti in base alla popolazione: attualmente la quota, salvo innalzamenti da parte del ministero, è fissata a 2,5 per mille abitanti. Il che significa che Viterbo, che di abitanti ne ha 63mila, e che di rifugiati sul proprio territorio ne conta circa 150, ha già fatto la propria parte. Nel secondo punto si asserisce la necessità di evitare le concentrazioni di migranti nelle stessa struttura: “Un conto è ospitarne dieci, un conto 100”, sottolinea Michelini che porta ad esempio il modello Sprar, che prevede un'accoglienza diffusa sul territorio. L'ultimo punto, e per quanto riguarda San Martino il più importante, prevede che frazioni come quella del “principato” siano trattate alla stregua di comuni a sé stanti. Quindi il 2,5 per mille in questo caso deve essere calcolato sui quattromila abitanti della frazione. Tradotto: 7-8 rifugiati a San Martino possono bastare. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 5 MARZO O NELL'EDICOLA DIGITALE