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Minacce a Emilio Fede: "Sappiamo dove sei"

Evandro Ceccarelli
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Da Viterbo a Napoli. Dal capoluogo della Tuscia e, in particolare, dall'agriturismo di Stefano Caporossi (di cui è ospite fisso) e dallo studio dell'avvocato viterbese Samuele De Santis, alla Procura partenopea. E' stata concepita ed elaborata a Viterbo, nello studio dell'avvocato De Santis, la denuncia per la quale, ultimamente, sono finiti nei guai tre giovani. Si tratta di P.S., 28 anni, P.R. (20) e S.S. (32), agrigentini e catanzaresi. Sono stati destinatari, infatti, di un avviso di fine indagine, da parte della magistratura napoletana, per il reato di molestie. Telefonate notturne, anche reiterate, sul cellulare di Emilio Fede (il cui numero, a quanto pare, non sono pochi a possedere). E, sempre, le stesse minacce. Dapprima, degli insulti penosi, pesanti. Quindi: “Sappiamo dove sei, ti facciamo fuori”. E lo stesso avvertimento: “Lascia stare quelle persone che tu sai”. E, come se non bastasse, un'amarissima offesa: “Ha fatto bene la Crippa a cacciarti”. Mitomani? Gente che, per qualche ragione, s'era associata, allo scopo di tormentare un professionista che, pure, ha fatto la storia del giornalismo? Si sa che, quando la fortuna declina, chi, della fortuna, è stato beniamino, finisce per pagare, prima o poi,un conto assai salato. Qui, una sorta di vulnerabilità dell'uomo ferito ha forse aizzato, nel modo più crudele, tre individui. I quali, chissà, agivano per qualche recondito motivo che, al processo, potrebbe venir fuori. Fede, dopo una serie di incontri con il suo legale, a Viterbo, ha elaborato la denuncia. Poi presentata, materialmente, alla Procura di Napoli.