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I banditierano in dieci

Paolo Di Basilio
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Per riparare i danni fatti dai banditi per entrare, sono stati costretti a chiamare un artigiano. E' solo uno dei retroscena della rapina avvenuta, il mese scorso, in un tardo pomeriggio domenicale, nella zona artigianale e industriale di Sutri, in una villa. Ad agire, sono stati - secondo la ricostruzione più accreditata - dieci banditi. Di questi, otto sono entrati, e gli altri sono rimasti all'esterno, in attesa. All'interno, c'erano marito e moglie. Sono stati immobilizzati. Quindi, è avvenuta la razzia. I due, per ottenerne informazioni circa la presenza e l'ubicazione dei beni, sarebbero stati minacciati e, secondo alcune fonti, i banditi avrebbero loro colpito, forse strappato, le unghie. Queste, le notizie che è stato possibile raccogliere. In un ambiente particolarmente allertato da quanto accaduto e in cui, al vedere i carabinieri, la gente si chiedeva se, quei banditi, li avessero già presi. Un sintomo, questo, della grande aspettativa, da parte della gente, circa le indagini dell'Arma. La villa, anni prima, sarebbe stata colpita con le stesse modalità. Otto banditi, poi, erano stati arrestati. Uno, secondo i pochi particolari filtrati, si era suicidato in carcere.  La rapina, quanto a modalità, sembra ricalcare uno schema classico. E ricorda da vicino quelle messe a segno, anni fa, ai danni di un impresario di pompe funebri, alle porte di Viterbo, in una villa sulla Cimina, e, a Tarquinia, nella villa di un noto ortopedico dell'ospedale.