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Furti per pagarsi la droga, 12 arresti

Evandro Ceccarelli
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Furto, ricettazione, incendio e traffico di sostanze stupefacenti: con queste accuse, dodici persone (italiane, tra cui quattro di Bassano Romano sono state arrestate martedì mattina dai carabinieri. Le indagini, iniziate nei primi mesi dell'anno scorso, sono sfociate in un'operazione (“Jackpot”), che ha visto l'impiego di 150 carabinieri nella Tuscia, a Tor Bella Monaca, Latina, Rieti e Milano. Impiegati anche unità cinofile e un elicottero. Eseguite una trentina di perquisizioni. Segnalati sei assuntori di stupefacenti. “Si tratta di un'operazione partita da Bassano Romano - ha detto il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Conte - a seguito di un'impennata nella zona di reati contro il patrimonio. Ci sono stati, infatti, episodi ripetuti sul territorio, che ci hanno portato a concentrate le indagini su alcuni membri di un gruppo della zona”. Il primo furto è stato messo a segno un anno fa in un bar di Bassano, che causò ingenti danni agli infissi e alle slot machine del locale. I riscontri ottenuti, poi, hanno documentato le presunte responsabilità di alcuni individui di Bassano per alcuni furti, e hanno permesso di recuperare parte della refurtiva”. Uno degli indagati, tra l'altro, è stato trovato in possesso di hashish, e la cosa ha fatto scoprire anche un'attività di spaccio. I responsabili dei furti, infatti, ricettavano la merce e poi, con il ricavato, acquistavano droga dai fornitori romani di Tor Bella Monaca, smerciandola nella Tuscia. Tra i reati contestati, c'è anche l'incendio di un'auto, ritenuto una ritorsione per dissidi tra gruppi di spacciatori. “Il sodalizio criminale del quartiere romano - ha detto Conte - riforniva l'intero mercato della regione nelle varie province. Pensiamo - ha aggiunto - di avere recuperato refurtiva per 50mila euro che poi, immessa nel mercato della droga, avrebbe fruttato molto di più. Possiamo parlare - ha concluso - di un inizio d'anno proficuo per la lotta al crimine, sia per ciò che concerne il presidio del territorio, sia come barriera contro lo spaccio”.