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Furti e rapine, nuove accuseper gli assassini del professor Zappa

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Paolo Di Basilio
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 Furti in cantieri, nelle scuole, nei bar, nelle gelaterie e, per due di loro, anche una rapina. Consumata nel 2012 a Viterbo con tanto di aggressione alla vittima e di asportazione - oltre che di denaro - di un orologio da donna e di un navigatore satellitare. E' di furto, ricettazione e rapina che si tratterà, il prossimo 17 giugno, nell'aula del gup di Viterbo. I due Oprea, Saracil, Trifan, condannati - a vario titolo - per l'omicidio del professor Ausonio Zappa e, il 26, al centro del giudizio in Cassazione per quel fatto di sangue efferato, sono imputati assieme a un presunto complice, un rumeno (è nato a Onesti) per questi fatti minori. Si tratta, in sintesi, di quello che, per l'accusa, è stato un percorso criminale che, dei quattro, ha fatto dei personaggi di rilievo per le cronache, dopo che, appunto, una sanguinosa rapina ai danni del professore, in strada Romana a Bagnaia, ebbe risonanza nazionale. Frullini, gruppi elettrogeni, martelli idraulici, perforatori e quant'altro - secondo l'accusa - sparito da cantieri, sono il materiale provento di furto che campeggia in questo processo, così come altri reperti provenienti da scuole (la Anna Molinaro di Montefiascone e il Paolo Savi di Viterbo) mentre, da un bar di Marta e una gelateria, sarebbe sparito il denaro contenuto nelle macchinette cambia soldi. ARTICOLO COMPLETO SUL CORRIERE DI VITERBO DEL 16 MAGGIO O NELL'EDICOLA DIGITALE