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Zingaretti affossa Talete: la gestione idrica fa ridere

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Evandro Ceccarelli
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"La gestione idrica viterbese fa ridere. Per rifarla servono 700 milioni di euro. O li mette un colosso o niente. E un colosso nel Lazio ce l'abbiamo, si chiama Acea, che sta già lavorando bene in Toscana. Bisogna superare pigrizie e conservatorismi, non bisogna avere paura delle privatizzazioni". Lo ha detto il presidente della Regione Nicola Zingaretti stamani nella sala regia di Palazzo dei Priori dove ha partecipato a un "talk show" nell'ambito di "Panorama" d'Italia, la quattro giorni organizzata dal settimanale Mondadori e dedicata alle eccellenze del territorio. Zingaretti, sollecitato dalle domande dei giornalisti e del pubblico, ha dato una risposta chiara a tutti coloro che si interrogano sulla sorte del servizio idrico nella Tuscia e della Talete, la spa pubblica partecipata dai comuni che quel servizio lo gestisce e che è gravata da un debito monstre (oltre 20 milioni di euro). Non può essere la Talete, ha fatto capire il governatore del Lazio, a risolvere il problema delle reti idriche colabrodo e soprattutto dell'arsenico. Proprio sull'arsenico Zingaretti ha assicurato che i depuratori in costruzione saranno pronti entro fine anno, quando scadrà l'ultima deroga concessa dall'Istituto superiore di sanità ai comuni con le falde "contaminate". "Tutti meno i cinque o sei per i quali ci sono i soliti problemi all'italiana: soprintendenze, ricorsi ecc". Zingaretti visiterà comunque i cantieri nei prossimi giorni per verificare lo stato dell'arte. Il presidente della Regione ha annunciato novità anche sul fronte dei trasporti. Per Cotral, altra società schiacciata dai debiti, si profila all'orizzonte una maggiore integrazione con Ferrovie dello Stato per il trasporto su gomma, "e guai a chi griderà alla privatizzazione".  Per quanto riguarda invece la "cura del ferro", entro gennaio, ha detto Zingaretti, arriveranno 26 nuovi treni, mentre sui tempi di percorrenza biblici sulla tratta Roma-Viterbo il presidente chiederà a Trenitalia un ulteriore incremento della velocità. E se il trasporto pubblico regionale finora ha funzionato come ha funzionato, cioè male, la colpa è stata del debito accumulato negli anni con la stessa Trenitalia per i contratti di servizio: 25 milioni di euro.  Sul fronte infrastrutture, la Regione Lazio la priorità resta la trasversale Orte-Civitavecchia, per la quale nella programmazione dei fondi ci sono 129 milioni di euro. Di raddoppio della Cassia, da Monterosi a Viterbo, invece non se ne parla, i soldi non ci sono.  Per quanto riguarda l'Ospedale Grande degli infermi, cartolarizzato da Storace (la Regione paga ogni anno salatissime rate per riscattarlo), Zingaretti pensa a un progetto di valorizzazione: almeno una parte potrebbe essere destinata a residenziale, ricettivo o culturale.   Il presidente ha quindi bocciato la riforma delle Province voluta da Renzi: "Tanto valeva chiuderle, così si è solo tolto il voto ai cittadini. Questo creerà opacità nei processi democratici. Cosa faranno questi nuovi enti? Dipenderà dai fondi a disposizione. Anche sugli incarichi a titolo gratuito non sono d'accordo, mi sembra solo demagogia, e lo dice uno che in Regione ha abbassato gli stipendi e diminuito i costi della politica. Se uno lavora deve essere retribuito".   Alla domanda che cosa è cambiato con la giunta Zingaretti in Regione, il presidente non si è nascosto dietro un dito: "Ogni anno a gennaio devo pagare un miliardo di debiti. Con questo fardello sulla spalle non si può cambiare tutto, ma abbiamo cambiato intanto la cultura politica. Il potere oggi viene gestito per i cittadini non per se stessi. Anche questa è una rivoluzione". Rispondendo a chi lamentava la marginalità della Tuscia nel territorio regionale, il presidente ha detto: "Viterbo non è l'ultima provincia dell'impero. Di sicuro come le altre province ha pagato il fallimento del modello Roma. Ci si è illusi che la capitale potesse trainare l'economia di tutta la regione ma non è stato così. Il motore Roma si è fermato e anche i sistemi produttivi locali, vedi la ceramica o l'agricoltura, sono entrati in crisi". Sul problema della disabilità mentale, la Regione, ha sottolineato il governatore, sconta anni di tagli ai fondi per le politiche sociali. Zingaretti ha invitato "a non sputare sulle case della salute, che possono essere riempite di servizi alla persone e che, laddove sono state già aperte, funzionano bene". La scommessa del presidente è di portare nel Lazio, e quindi anche a Viterbo, una parte dei visitatori stranieri che nel 2015 approderanno all'Expo di Milano. E per l'occasione pensa a un nuovo ponte per Civita di Bagnoregio: "Quello di oggi, realizzato negli anni Sessanta, è bruttino. Pensiamo a un ponte floreale, faremo un grande concorso internazionale". D'altra parte Civita è famosa in tutto il mondo, e da quando nella città di San Bonaventura è stato ambientato anche un manga, ha ricordato Zingaretti, Civita si è riempita di turisti giapponesi.  Infine, Zingaretti ha auspicato maggiori poteri per la giunta regionale: "Domani in consiglio mi fucileranno, ma a mio avviso anche in Regione andrebbero introdotti i decreti, per poter velocizzare l'amministrazione".