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Bidelli con il falso diploma, sospesi in quaranta nella Tuscia. Si muove anche la Procura di Viterbo

Paolo Di Basilio
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Bidelli con falso diploma, indagini anche a Viterbo. Provenienti in gran parte dal sud (ma non solo), scalavano le graduatorie d'istituto di terza fascia e scavalcavano i precari viterbesi grazie a diplomi falsi. Sono una quarantina i bidelli denunciati e licenziati dalle scuole della Tuscia nell'ambito di un'inchiesta nazionale che ha coinvolto molte province italiane tra cui appunto Viterbo. A rilasciare i falsi diplomi con il massimo del punteggio erano alcune scuole paritarie campane, in particolare di Avellino, Caserta e Napoli, tutte già chiuse. Su segnalazione dell'autorità giudiziaria il provveditore agli studi di Viterbo Daniele Peroni già nell'autunno scorso aveva allertato le singole scuole dove il personale Ata in questione era stato assunto con contratti annuali o supplenze (si tratta, almeno a quanto emerso finora, di bidelli e non di impiegati amministrativi) facendo scattare i controlli. I falsi titoli acquisiti risalgono tutti al periodo compreso tra il 2010 e il 2013: si tratta quindi perlopiù di personale giovane, che in alcuni casi però lavorava nelle scuole viterbesi da diversi anni, avendo scavalcato in graduatoria i concorrenti viterbesi in virtù dell'alto punteggio ottenuto in esami di maturità mai sostenuti. Sono state setacciate in particolare le graduatorie riaperte nel 2017. Il costo per un diploma falso si aggirava intorno ai 3 mila euro. In alcuni casi a “gonfiare” i punteggi erano anche le precedenti esperienze lavorative anch'esse false. Già da novembre, come detto, a Viterbo sono scattate le prime sospensioni dal servizio da parte delle scuole: nel caso del personale assunto dalle graduatorie di terza fascia sono infatti i singoli istituti a stipulare i contratti. Guarda il video: Scuola, la protesta del personale Ata In Campania l'inchiesta, condotta dalla procura di Salerno, era esplosa a fine settembre, ad anno scolastico già iniziato. Il giro d'affari stimato dagli inquirenti ammontava a un milione di euro. Gli attestati erano prodotti da alcuni istituti paritari del Cilento e venduti in tutta Italia. Bastava pagare 3 mila euro per ottenere un titolo facilitato, o del tutto falso, senza aver seguito lezioni ed esami. Il diploma era completo di tutto: dalla pergamena ufficiale alla falsa verbalizzazione dell'esame di Stato. Quella scoperta era un'organizzazione piramidale ramificata in tutta la Penisola con 340 comuni coinvolti. L'allontanamento di alcuni bidelli aveva fatto un po' di rumore nelle scuole viterbesi coinvolte ma lo scandalo nella Tuscia è esploso solo nei giorni scorsi quando lo stesso provveditore sull'argomento ha convocato una riunione alla media Egidi con i sindacati, i dirigenti scolastici e i responsabili delle segreterie. Sui collaboratori sospesi, che rischiano una condanna per truffa e fino a 3 anni reclusione, indaga anche la procura viterbese. I controlli delle graduatorie proseguono e non si escludono altri sviluppi.