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Viterbo, gli usurai minacciavano gli imprenditori in difficoltà mostrando una pistola

Paolo Di Basilio
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Sapeva come terrorizzare le sue vittime arrivando a maneggiare un pistola in faccia a un imprenditore che doveva restituirgli i soldi prestati a strozzo. E' uno degli episodi elencati nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Francesco Rigato nei confronti di Salvatore Bromucci, 55enne residente a Soriano e dell'ex agente di polizia penitenziaria Angelo Fortuna, 38 anni, accusati di estorsione e usura aggravata in concorso. Bromucci già in passato era stato coinvolto in indagini e processi per usura. L'attenzione della squadra mobile di Viterbo si è nuovamente rivolta verso di lui dopo la denuncia di un commercialista che, secondo quanto emerso dall'inchiesta coordinata dai pm Michele Adragna e Stefano D'Arma, faceva da intermediario tra il presunto usuraio e gli imprenditori che avevano difficoltà ad accedere al credito. Le vittime accertate emerse dalle indagini delegate alla squadra mobile sono quattro, ma per gli inquirenti il numero potrebbe salire. Dall'inchiesta è emerso infatti che c'è un canale che spinge gli imprenditori in difficoltà ad affidarsi ai “cravattari”. E ancora una volta, come accaduto per diverse indagini degli anni scorsi, è ancora la zona dei Cimini il territorio di conquista di questi usurai. Per approfondire leggi anche: Estorsione e usura, operazione all'alba Bromucci, da quello che si ipotizza nell'inchiesta, è soggetto ben organizzato nel “settore”, inserito in vari giri di usura. Gli episodi contestati si concentrano maggiormente nel periodo che va dal 2011 al 2015. Circa 200 mila euro il volume dei prestiti erogati. Almeno quello che si è potuto accertare tramite le indagini. Negli ultimi tempi Bromucci si avvaleva della collaborazione di Fortuna, agente di polizia penitenziaria destituito per le numerose assenze sul lavoro. Dalle carte dell'inchiesta emerge che anche lui era una vittima dell'usuraio originario di Civitavecchia, ma da un certo punto in poi, per abbassare i debiti ha iniziato a dare una mano a Bromucci, soprattutto per terrorizzare le vittime. In un caso un imprenditore ha raccontato che mentre i due gli chiedevano indietro i soldi maneggiavano, con fare minaccioso, con il caricatore di una pistola. Per ripianare i debiti Fortuna avrebbe messo in piedi anche un piccolo giro di spaccio di hashish. E per questo solo a lui viene contestato anche il reato di detenzione di stupefacenti ai fini dello spaccio. Gli interrogatori di garanzia sono stati fissati per lunedì mattina in tribunale. Bromucci è assistito dall'avvocato Giuliano Migliorati