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Nocciole, secondo gli avvocati "l'ordinanza del Tar era scontata”

Beatrice Masci
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L'annullamento da parte del Tar della delibera del Comune di Grotte di Castro contro l'impianto di nuovi noccioleti non cambia la strategia di lotta degli Avvocati per l'ambiente. Né può essere considerato un provvedimento apripista per l'annullamento di tutte le altre ordinanze emesse dai Comuni dell'Alta Tuscia, e non solo. La pensano così gli avvocati Ottavio Capparella e Francesco Vincenzoni, in prima linea, per conto delle associazioni ambientaliste, contro l'uso delle sostanze chimiche in agricoltura: "L'ordinanza emessa in via cautelativa dal Tar - specificano - appariva, almeno a noi avvocati, già scontata e pacifica considerando i gravi vizi procedurali in cui purtroppo è incorso il provvedimento comunale. Sia chiaro che il citato Comune ben potrebbe riproporla seppur con modalità diverse e proceduralmente corrette”. Inoltre, assicurano, “non ci sarà nessun effetto a cascata sulle altre ordinanze adottate dai Comuni virtuosi del Viterbese, sempre che non siano incorsi in errori similii”. Tecnicamente, rilevano quindi Capparella e Vincenzoni, entrando nei dettagli, “l'ordinanza sospesa era già zoppa in partenza in quanto ‘proibiva' in maniera assoluta la realizzazione di impianti di noccioleti intensivi su tutto il territorio comunale, a prescindere dal metodo di coltivazione che sarebbe stato usato, e quindi anche se fosse stato un noccioleto biologico o senza uso di fitofarmaci”. Evidentemente, “la medesima sorte l'avrebbe avuta qualsiasi altra ordinanza comunale che avesse erroneamente ‘proibito' ogni tipo di coltivazione, anche diversa da quella dei noccioleti”.