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Il Tar ha accolto il ricorso di Assofrutti e annullato l'ordinanza comunale che vieta nuovi noccioleti

Alessio Deparri
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Annullata dal Tar del Lazio l'ordinanza del Comune di Grotte di Castro, emanata la scorsa primavera, che vieta l'impianti di nuovi noccioleti. La doccia fredda si abbatte a questo punto su tutte le amministrazioni del lago di Bolsena, scese in campo con il medesimo provvedimento, giustificandolo con la presunta pericolosità, per l'ambiente e la salute, dei trattamenti fitosanitari necessari per la coltivazione dei preziosi frutti molto richiesti dalle aziende dolciarie. A presentare ricorso era stata la Assofrutti di Caprarola. Nella propria decisione, il Tribunale amministrativo ha accolto in pieno la tesi dell'Organizzazione dei produttori, difesa dagli avvocati Andrea Labasi ed Eleonora Schneider, che aveva evidenziato le carenze “di una istruttoria - parole del presidente di Assofrutti, Pompeo Mascagna - priva di una seria base scientifica, dalla quale non era dato ricavare le ragioni per le quali le coltivazioni dei noccioleti potrebbero nuocere all'ambiente e alla salute”. Per approfondire leggi anche: Dai comuni stop ai noccioleti in tutta la zona del lago di Bolsena Riconosciuta peraltro dal giudice “la grave vulnerazione della libertà di iniziativa economica privata” derivante dalle iniziative prese dalle amministrazioni comunali. L'Assofrutti, che, come si ricorderà, ricevette sin dall'inizio il pieno sostegno del sindaco di Caprarola, Eugenio Stelliferi, entrato in aperta polemica con i colleghi dell'Alta Tuscia, esprime in una nota tutta “la soddisfazione per un significativo riconoscimento in sede giurisdizionale della propria volontà di promuovere un'attività produttiva rispettosa delle norme poste a tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini con importanti impatti positivi sull'economia delle zone interessate”.  Contro le nocciole nell'Alta Tuscia è nato un vero e proprio movimento, che ora, alla luce delle decisioni del Tar, dovrà probabilmente rivedere le proprie strategie.