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Morì risucchiato dal depuratore della piscina, tre condanne

Paolo Di Basilio
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Tre condanne per la morte di Giuseppe Centamore, il sedicenne che annegò in una piscina della Provenza dopo essere stato risucchiato da un depuratore. A distanza di oltre quattro anni dall'incidente martedì 19 novembre il giudice del tribunale di Nimes (Francia) ha condannato l'amministratore della società proprietaria del camping, Sauvaire Bernard, a 9 mesi (pena sospesa con la condizionale) per omicidio colposo. MUORE A 16 ANNI IN PISCINA (leggi qui) "GIUSEPPE SI POTEVA SALVARE" (leggi qui) Sono state condannate anche la società proprietaria della struttura, La Petite Camargue, e quella che costruì la piscina, La Diffazur. La prima dovrà pagare 100.000 euro, l'altra 200.000. Il giudice ha anche ordinato l'affissione all'ingresso del camping del testo della sentenza per tutta la stagione estiva, compreso agosto 2020. “Questa è la cosa più bella”, ha commentato a caldo dalla Francia il signor Salvatore, papà d Giuseppe, che, insieme alla moglie, non ha mai smesso di chiedere giustizia. L'incidente avvenne il 1 luglio del 2015. Giuseppe fu risucchiato da una bocchetta di un depuratore e morì annegato in quella piscina a Aigues-Mortes. Ieri in tribunale a Nimes, oltre alla famiglia, erano presenti anche molti amici del ragazzo. Per questo il giudice, in via eccezionale, ha emesso il verdetto con una camera di consiglio che è proseguita fino alle 20.15