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A pranzo con l'auto della Asl, a processo

Paolo Di Basilio
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E' accusata di aver utilizzato l'auto di servizio per fini personali. Un'infermiera che lavora nella zona di Orte nell'assistenza domiciliare è finita davanti ai giudici accusata di peculato. Secondo l'accusa avrebbe si sarebbe recata più volte a casa, specialmente nella pausa pranzo, invece di riportare indietro il veicolo così come prevede il regolamento della Asl. Tutto nasce da un'attività d'indagine dei carabinieri che notarono più volte la Panda della Asl parcheggiata vicino all'abitazione della donna che sta proprio nelle vicinanze della caserma di Orte. Dunque fu posizionato, nel mese di marzo 2018, un dispositivo Gps per localizzare l'auto. Dallo studio degli spostamenti del veicolo è emerso che quasi tutti i giorni sostava un paio d'ore sotto casa dell'infermiera. “Finite le mansioni avrebbe dovuto riportare l'auto al deposito, invece sostava a casa fino intorno alle 14,430 poi riportava indietro l'auto alle 15 quando finiva il servizio”, ha detto in aula il carabiniere che in prima persona si è occupato degli accertamenti. Tuttavia c'è un giallo. Il difensore della donna (l'avvocato Roberto Alabiso) ha fatto notare che la targa del veicolo controllato con il Gps non è quella del veicolo in uso alla donna, ma quella della Panda, identica, utilizzata dall'assistenza domiciliare di Montefiascone. Prossima udienza il 10 dicembre.