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Appoggia parti intime sulla coscia di una studentessa, condannato

Paolo Di Basilio
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Ha appoggiato le sue parti intime sulla coscia di una studentessa che era seduta al suo fianco nel pullman. L'uomo, un senegalese, è stato condannato dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei (a latere Elisabetta Massini e Giacomo Autizi) a un anno e otto mesi per violenza sessuale. I giudici hanno tuttavia riconosciuto l'ipotesi lieve. Il fatto risale al 19 febbraio del 2016 ed è stato ricostruitoin aula dalla vittima, una ragazza viterbese di 23 anni che quel giorno si stava recando con il pullman Cotral a Roma per sostenere un esame. Lei salì al Riello, mentre l'imputato qualche fermata dopo. “I posti erano tutti vuoti, ma lui si è seduto lo stesso al mio fianco”, ha raccontato la giovane aggiungendo: “Dopo un po' ho iniziato a sentire un odore nauseabondo e abbassando gli occhi ho notato le sue parti intime, denudate, sulla mia coscia. Sono rimasta impietrita per tutto il viaggio finché l'uomo non è sceso a Saxa Rubra, non ho avuto neppure la forza di gridare”. La ragazza prima si confidò con un amico poliziotto poi presentò denuncia a fine marzo. Nel maggio dello stesso anno la polizia ferroviaria, che si stava occupando del caso, la chiamò perché era stata fermata una persona sospetta. La giovane poi in caserma ha riconosciuto quel soggetto come colui che l'aveva molestata sul bus. Il pm Paola Conti aveva chiesto la pena di 1 anno e 6 mesi, mentre il difensore dell'uomo (l'avvocato Paolo Labbate) aveva sollecitato l'assoluzione sia perché il riconoscimento sarebbe avvenuto in maniera irrituale, sia perché la ricostruzione della ragazza non sarebbe stata del tutto credibile. I giudici dopo una camera di consiglio di 30 minuti sono usciti leggendo il dispositivo di condanna. La motivazione tra 90 giorni. Solo dopo si capirà se sarà appello.