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Ciclista aggredito con un falce

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Paolo Di Basilio
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Aggredì un ciclista con una falce perché non gli aveva lasciato strada. Un ventenne è finito a processo per lesioni e minacce ai danni di un amatore cinquantenne che aveva la “colpa” di procedere troppo al centro della strada. Davanti al giudice Elisabetta Massini ha testimoniato proprio colui che quel 5 aprile di 5 anni fa ebbe la peggio durante il litigio finendo all'ospedale con una profonda ferita alla mano che fu chiusa con venti punti di sutura. L'uomo, originario del Friuli ma da anni trapiantato nella zona dei Cimini, era uscito insieme a un amico per una pedalata insieme a un amico. Quando i due stavano percorrendo la strada che collega Caprarola a Ronciglione alle loro spalle è arrivata l'auto guidata dall'imputato che era insieme ad una ragazza, all'epoca minorenne. Il ciclista amatore ha ricostruito in aula quanto accaduto quel pomeriggio. “All'improvviso l'auto mi affiancò e si abbassò il finestrino: la donna mi disse con parole pesanti che dovevo togliermi di torno. Ne nacque una piccola discussione verbale e dopo un po' l'auto ha accelerato per poi fermarsi una ventina di metri più avanti”. La ragazza, secondo quanto ha raccontato nelle denunce il ciclista, scese dall'auto e quando lui passò con la bici lo fece cadere prendendolo a calci e pugni. La giovane venne allontanata dall'amico ma, proprio in quel frangente scese dall'auto il ventenne impugnando una piccola falce con l'intento di colpire il ciclista. “Forse aveva capito che la stava facendo grossa e impaurito per le conseguenze gettò l'attrezzo in un prato”, ha detto la vittima in aula per poi continuare: “A quel punto ho raccolto la falcetta dicendo che avrei chiamato i carabinieri. Il ragazzo, allora, me l'ha tolta di mano con la forza. Nella manovra mi ha tagliato”. Poi il giovane ha tentato di gettare la falce sotto un ponte ma è stato fermato da altre persone che sono intervennero per mettere fine alla lite. Il ciclista fu caricato in auto dalla sorella, che proprio in quel momento si trovava a passare nella strada, e fu trasportato con la mano sanguinante e con tutte le dita tagliate al pronto soccorso dell'ospedale di Ronciglione. Una volta dimesso presentò querela ai carabinieri. Il procedimento verso la ragazza è stato definito dal tribunale dei minori di Roma, quello contro il ventenne, invece, proseguirà il 22 giugno del prossimo anno.