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Punta una lama alla gola della ex, condannato

Paolo Di Basilio
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Già condannato in primo grado a due anni e due mesi per maltrattamenti in famiglia, ieri il giudice Giacomo Autizi ha aggiunto altri nove mesi per violazione di domicilio e minacce per un 55enne di origini siciliane residente a Canino che in passato ha scontato anche una condanna per omicidio. La vittima dei maltrattamenti è sempre la stessa: ossia l'ex compagna con la quale negli ultimi anni ha avuto un rapporto a dir poco burrascoso. Il processo arrivato a sentenza ieri riguardava l'episodio avvenuto il 5 dicembre dello scorso anno quando l'uomo, secondo l'accusa, si introdusse in casa della ex e una volta dentro la scaraventò a terra minacciandola di morte e insultandola. L'uomo, arrestato nel 2016 dopo aver picchiato la compagna incinta, era stato già condannato in primo grado (è attesa la discussione dell'appello); i due si erano riconciliati per poi lasciarsi di nuovo. Il 5 dicembre del 2018, poi, secondo la ricostruzione dell'accusa aveva minacciato la ex puntandole un oggetto appuntito (mai ritrovato) alla gola per poi rubale le chiavi dell'auto. L'accusa aveva chiesto la condanna a 2 anni, la parte civile (l'avvocato Samuele De Santis) ha criticato il fatto che all'uomo, malgrado il divieto di avvicinamento, era stato concesso di restare ai domiciliari nell'abitazione attaccata a quella della vittima. Il difensore (l'avvocato Domenico Gorziglia), aveva sollecitato l'assoluzione. Assoluzione che è arrivata solo per il reato di furto, per gli altri due l'uomo è stato invece condannato.