Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Torna in carcere il bracciante pakistano

Le immagini della videosorveglianza

Paolo Di Basilio
  • a
  • a
  • a

E' tornato in carcere il pakistano di 29 anni indagato per violenza sessuale ai danni di 4 bambine di origini straniere e di due sedicenni. Decisivo l'incidente probatorio che si è svolto il 21 ottobre durante il quale le ultime vittime che hanno denunciato dei tentativi di violenza hanno indicato il bracciante durante il riconoscimento all'americana davanti allo specchio. Nella giornata di sabato, dunque, gli agenti della squadra mobile hanno eseguito il mandato di cattura dopo che il gip aveva disposto di nuovo la misura cautelare in carcere. Il 29enne, arrestato una prima volta a maggio, aveva lasciato Mammagialla a fine luglio dopo che durante il primo incidente probatorio nessuna delle quattro bambine, presunte vittime delle violenze, lo aveva riconosciuto come l'uomo che le aveva avvicinate tentando degli approcci sessuali. Il gip per lui aveva disposto l'obbligo di firma, tuttavia le indagini della squadra mobile, coordinate dal pm Chiara Capezzuto, non si sono mai interrotte e sono state trovate altre due presunte vittime. Due ragazze, una italiana e l'altra originaria dell'Est, entrambe sedicenni. Una ha riferito che nel 2018 è stata trascinata in un vicolo dal pakistano e di essere stata palpeggiata al seno e nelle parti intime. L'altra ha raccontato un episodio avvenuto il 10 settembre scorso, quando l'uomo, pur indagato, aveva lasciato il carcere. All'esterno di un locale sarebbe stata avvicinata dal bracciante che dopo averle preso la mano le avrebbe chiesto un bacio. La ragazza, impaurita, è fuggita. Racconto confermato anche da un'amica che aveva assistito alla scena. L'uomo (che è assistito dagli avvocati Marina Bernini e Samuele De Santis) è stato già ascoltato in carcere dal gip per l'interrogatorio di garanzia. continua a professarsi innocente e conferma la versione già fornita dopo il primo arresto a fine maggio: non ha mai tentato di violentare bambine o ragazze. I suoi difensori continuano a contestare le modalità con le quali è avvenuto il secondo riconoscimento. La Procura, a questo punto, dopo due incidenti probatori e con una misura in atto potrebbe chiedere anche il processo immediato che consentirebbe di saltare l'udienza preliminare.