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Nozze in carcere per Ermanno Fieno

Paolo Di Basilio
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La pubblicazione di matrimonio, affissa da lunedì all'albo pretorio del Comune, non è di quelle che passano inosservate: Alessia De Rubeis sposa Ermanno Fieno. Lei è una giornalista conosciuta in città, responsabile comunicazione di un'agenzia del terzo settore, lui nell'aprile scorso è stato condannato a 15 anni di carcere e a 3 di libertà vigilata per omicidio volontario e occultamento di cadaveri. Quelli dei genitori, Rosa Franceschini e Gianfranco Fieno, rispettivamente di 77 e 83 anni, trovati morti il 13 dicembre 2017 al civico 25 di via Santa Lucia, nell'omonimo quartiere. Fieno era stato catturato, dopo due giorni di fuga, a Ventimiglia, mentre scendeva le scale della stazione. L'accusa inizialmente era di duplice omicidio. In seguito l'autopsia sui corpi dei genitori, con i quali il 46enne Fieno conviveva, ha accertato che la morte del padre avvenne per cause naturali. Al contrario la madre fu uccisa con un attizzatoio da camino. Un delitto che all'epoca sconvolse profondamente la città, anche perché Ermanno Fieno veniva descritto come un uomo almeno apparentemente mansueto. Così lo aveva descritto nell'ordinanza di arresto lo stesso gip Francesco Rigato, sottolineando tuttavia “l'assenza di freni inibitori in capo all'indagato che non solo era abituato a mentire ai genitori in merito alle proprie condizioni economiche e lavorative, ma ha dimostrato di saper ben mentire ripetutamente anche ai fratelli”. Per Fieno, che si trova attualmente recluso a Mammagialla, dove presumibilmente verrano celebrate le nozze, il pm Chiara Capezzuto aveva chiesto inizialmente 30 anni di reclusione, in forza dell'aggravante del rapporto di parentela con le vittime. La scelta del rito abbreviato, condizionato alla perizia psichiatrica - il difensore Roberto Massatani aveva puntato senza successo al riconoscimento della seminfermità mentale - ha portato a una riduzione della pena a 20 anni, poi ulteriormente ridotta a 15 (con ulteriori tre anni di libertà vigilata) dal tribunale. La pubblicazione all'albo pretorio del Comune, per la cronaca, ha la funzione di portare a conoscenza di terzi l'intenzione degli sposi di unirsi in matrimonio e di consentire alle persone legittimate di fare eventuale opposizione.