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La maggioranza si spacca sull'ordinanza

Paolo Di Basilio
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“L'ordinanza anti-bivacco firmata dal sindaco Giovanni Arena per la nostra città è eccessiva. Se mi avesse chiesto un parere o ne avesse parlato prima, lo avrei sconsigliato da un simile intervento a gamba tesa sul centro storico. Mi auguro che il contenuto del provvedimento venga rivisto quanto prima”. Così Gianmaria Santucci, capogruppo di Fondazione, le cui dichiarazioni, oltre ad aggiungersi alla mole di critiche sollevate contro il sindaco sia dall'opposizione che da molti privati e associazioni, sanciscono l'ennesima spaccatura all'interno della maggioranza. La mossa di Arena, pensata come strumento utile a preservare il decoro nelle vie e piazze del centro storico, soprattutto nel periodo delle feste natalizie, rischia così di aprire un nuovo fronte di polemiche roventi a Palazzo dei Priori. Santucci lancia un appello a rivedere l'ordinanza al più presto: “Non si può calare un atto così esteso sotto Natale - continua -. Nel centro storico ci sono obiettivamente, lo sostengo da anni, situazioni di degrado su cui è necessario intervenire. Si tratta però di punti circoscritti della città, interessare con un simile restringimento tutta la parte di Viterbo dentro le mura è poco opportuno. Se si vuole contrastare il diffondersi di comportamenti non consoni, non lo si fa in questi termini, non lo si fa a Natale e soprattutto non lo si fa nell'area che da qui a breve sarà interessata dal Viterbo Christmas Village. Che facciamo, multiamo le famiglie che si siedono su un muretto a consumare un panino e magari poggiano sul suolo pubblico una bottiglietta d'acqua?”. Arena, dopo la sollevazione generale e l'ironia che ne è scaturita anche sui social, ha detto che saranno puniti solo i comportamenti davvero incivili, aggiungendo che “nessuno impedirà a nessuno di gustarsi un gelato o mangiarsi un panino”. Santucci non è d'accordo: “Quando si firmano certe ordinanze, poi si trova sempre chi, per le più svariate ragioni, è pronto ad applicarle anche in casi dove si rischia l'assurdo. Le ordinanze - precisa il capogruppo di Fondazione - non si interpretano, si fanno rispettare e il testo in questo caso è stringente parecchio e quanto c'è scritto vale anche per la famiglia che viene sorpresa a mangiare un panino”. Intanto dal momento della firma dell'ordinanza, datata 18 ottobre, al 6 gennaio sarà vietato sedersi, sdraiarsi o dormire sul suolo pubblico o a uso pubblico, sulle soglie, sulla pavimentazione, sui muretti, sui gradini posti all'esterno degli edifici pubblici e privati, scolastici e universitari, dei monumenti e dei luoghi di culto, sugli spazi verdi, sugli arredi urbani. Come sarà vietato mangiare posando oggetti su spazi pubblici. Salvo ripensamenti.