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Travolto e ucciso, la posizione dei 3 al vaglio del pm

Paolo Di Basilio
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Hanno ammesso di essersi resi conto di aver avuto un incidente ma, stando alla loro versione, hanno scoperto che c'era scappato il morto solo qualche ora dopo quando si sono presentati dai carabinieri per costituirsi. E' al vaglio della Procura la posizione dei tre trentenni - uno di San Martino e gli altri due del capoluogo - che erano a bordo dell'auto che ha travolto e ucciso Paco Fabrini la notte del 12 ottobre scorso all'incrocio tra la Cassia bis e la tangenziale di Ronciglione. I carabinieri hanno messo insieme le risultanze dei rilievi, le testimonianze dei primi soccorritori, quelle tardive (seppur di poche ore) degli occupanti dell'auto e il risultato dell'analisi di diverse telecamere che sono sul tragitto percorso dall'automobile. Il punto chiave è stabilire se i tre si erano resi conto di quel corpo a terra e se fuggendo si erano resi conto che c'era una persona in pericolo di vita. Dai filmati registrati da una telecamera che sta a poche decine di metri dalla rotatoria dove è avvenuto l'impatto fatale si vede l'Audi Q3 rallentare, quasi fermarsi. I tre sono scesi o no dall'auto? S questo punto gli inquirenti non si sbottonano. Si sta verificando quanto detto dai tre con quanto invece è stato ripreso dalle telecamere. L'auto rallenta e si ferma dopo l'impatto, dopo un po' riparte. Decisive saranno le risultanze dell'esame autoptico che è stato eseguito giovedì scorso a San Lazzaro. Una delle domande chiave alla quale il medico dovrà cercare di dare una risposta è se Paco Fabrini si poteva salvare con dei soccorsi immediati. In questo caso i tre rischierebbero di vedersi contestare anche il reato di omissione di soccorso. Per ora sono indagati per omicidio stradale il conducente dell'auto e per favoreggiamento i due coetanei che erano con lui in auto. Ci sarebbe anche la testimonianza di uno dei soccorritori che ha raccontato che quando è arrivato Fabrini ancora respirava ed è spirato mentre stava arrivando l'ambulanza. Resta da capire se la situazione era già compromessa. La morte di Fabrini ha avuto ampio risalto in tutta Italia perché il 46enne da bambino aveva recitato in diversi film di Tomas Milian interpretando Rocky, il figlio del mitico maresciallo Giraldi.