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Massacrato dopo aver rifiutato la droga

Paolo Di Basilio
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Restano in carcere i due ragazzi arrestati venerdì sera per aver ridotto in fin di vita e rapinato Giovanni Farina, il 55enne di Allerona che è ancora in coma nel reparto di Rianimazione di Belcolle dopo essere stato operato alla testa. Michele Montalbotti (19 anni) e Roberto Vestri (23) sono stati ascoltati in carcere dal gip Francesco Rigato chiamato a decidere sulla convalida del fermo disposto dal pm Chiara Capezzuto dopo le ammissioni fatte, durante il primo interrogatorio, da uno dei due. Scena che si è ripetuta ieri. Mentre Roberto Vestri, difeso dall'avvocato Giuseppe Sinatra, si è avvalso della facoltà di non rispondere, Michele Montalbotti, assistito dall'avvocato Giuliano Migliorati, ha confermato quanto detto durante l'interrogatorio di giovedì scorso. Questo, in sintesi, il suo racconto: lui e Vestri hanno incontrato Farina in via della Pettinara intorno alle 19,30 di domenica 13 ottobre. Il suo amico ha chiesto chiesto al 55enne se voleva degli stupefacenti, ma l'uomo ha tirato dritto. A quel punto Vestri lo avrebbe raggiunto e colpito con un pugno in pieno volto che lo ha fatto stramazzare a terra. Subito dopo. Farina è stato raggiunto con un calcio in faccia e poi rapinato dei soldi che aveva in tasca: poche decine di euro. I due sono poi fuggiti, ma sono stati ripresi da una telecamera piazzata all'esterno di un negozio. Il gip ha dunque convalidato il provvedimento del pm e poi ha disposto la custodia cautelare in carcere per entrambi. Per adesso sono indagati per tentato omicidio in concorso, ma la loro posizione potrebbe aggravarsi qualora l'uomo ricoverato in fin di vita a Belcolle, non ce la faccia. In quel caso, rischiano di essere accusati di omicidio preterintenzionale. Durante l'interrogatorio è stato confermato che i due aggressori non conoscevano Farina. Era la prima volta che lo incontravano e la scintilla che ha scatenato la furia di uno di loro è stata l'indifferenza dell'uomo davanti all'offerta di stupefacenti. Tra gli elementi raccolti dalla squadra mobile c'è anche uno scambio di messaggi WhatsApp tra i due indagati. Uno dei due era preoccupato per la sorte di quell'uomo lasciato in terra ed era preoccupato che qualcuno potesse aver visto qualcosa. “Stai in silenzio” sarebbe stata la risposta dell'altro. Sia Montalbotti che Farina hanno dei precedenti di polizia. Uno dei due sarebbe stato indagato, in passato, per degli episodi di spaccio e per lesioni. L'altro è finito a processo davanti al tribunale dei minori di Roma per aver colpito con uno schiaffo un conoscente che non voleva pagargli una dose di stupefacente.