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Denunciato di stupro dalla collega, assolto

Paolo Di Basilio
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Una storia di passione tra colleghi, lui all'epoca venticinquenne, lei un po' più grande, che è culminata con una denuncia per stupro. L'uomo ha dovuto così affrontare cinque anni di processo prima di vedersi assolvere dalla pesante accusa di violenza sessuale ai danni della ex. Nei giorni scorsi il collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei ha fatto cadere le accuse a carico del ragazzo che, tuttavia, è stato condannato a quattro mesi per lesioni ai danni della donna per un episodio avvenuto il giorno di Capodanno del 2014. Era accusato anche di violenza privata, ipotesi che è caduta. I due all'epoca erano dipendenti di una sala giochi del capoluogo, dove lavorano anche molti protagonisti e testimoni di questa vicenda. Tra i due colleghi, all'epoca, c'era una relazione. Proprio quel giorno all'esterno del locale ci sarebbe stato un litigio tra i due fidanzati, avvenuto davanti al fratello e alla madre della donna, anche loro dipendenti della sala giochi. L'uomo, secondo la denuncia e i capi d'imputazione, avrebbe costretto la compagna a salire in macchina con lui e dopo averla portata in un luogo isolato l'avrebbe picchiata oltre averla costretta ad atti sessuali. Ritorno alla sala Bingo sconvolta e in lacrime, con diversi segni sul viso. Riferì di essere stata aggredita e che durante il litigio c'era stata una colluttazione con il suo collega. Fu portata in ospedale e lì scattò la denuncia. L'imputato (difeso dall'avvocato Franco Taurchini) si è sempre difeso rigettando le accuse. Per la difesa si è trattato di una vendetta della donna. Infatti molti dei litigi che avevano avuto nelle settimane precedenti erano legati, secondo la tesi difensiva, proprio alla forte gelosia che la donna nutriva verso il ragazzo. E anche l'episodio finito nel capo d'imputazione va legato alla gelosia. L'avvocato Taurchini, durante il dibattimento, ha dimostrato come nelle settimane successive al Capodanno di cinque anni fa i due abbiamo continuato a sentirsi e, per un po' di tempo, si erano rimessi insieme. Circostanza che sarebbe confermata da un fitto scambio di messaggi sui telefonini che è stato depositato dall'avvocato Taurchini. Il collegio, dopo una breve camera di consiglio, ha condannato il trentenne solo per lesioni (4 mesi) mentre lo ha assolto, come detto, dalle altre due, più gravi, accuse. La difesa ha già annunciato che, una volta depositate le motivazioni, presenterà ricorso in appello quantomeno per far tramutare la pena in una multa. Infatti il reato era legato alla violenza, e dunque il processo si è celebrato davanti al collegio, ma le semplici lesioni sarebbero state competenza del giudice di Pace.