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I due arrestati davanti al gip

Paolo Di Basilio
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Nel suo paese è conosciuto come un assiduo frequentatore della parrocchia, ma gli inquirenti non sono ancora riusciti a capire perché domenica 13 ottobre era a Viterbo. Sono ancora gravi le condizioni di Giovanni Farina, il 55enne di Allerona aggredito da due giovani viterbesi, in carcere da venerdì sera, e lasciato in terra in fin di vita in via della Pettinara. Un tentativo di rapina che ha avuto esiti tragici. Uno dei due arrestati, incastrato dagli indumenti trovati all'interno della sua abitazione, ha confessato ma sull'episodio la squadra mobile, alla quale sono delegate le indagini coordinate dal pm Chiara Capezzuto, sta cercando di fare piena luce. Perché l'uomo si trovava solo in via della Pettinara? E' una domanda alla quale ancora non si è riusciti a dare una risposta. Giovanni Farina risiede ad Allerona Scalo. E' un frequentatore della parrocchia e spesso dà una mano al parroco nell'organizzazione delle messe. Lavora presso l'Opera del Duomo svolgendo varie mansioni compresa quella di operaio. Insomma, non sembrano esserci ombre nella sua esistenza. Gli inquirenti, finora, non sono riusciti a trovare un “contatto” con Viterbo. Non sono stati individuati testimoni in grado di spiegare perché si trovasse lì. I due indagati, durante il primo interrogatorio davanti al pm, hanno affermato di non conoscerlo. L'aggressione è stata finalizzata a una rapina. I ragazzi di 23 e 19 anni gli hanno sfilato i soldi che Farina aveva addosso dopo averlo tramortito con un pugno in volto e un calcio in pieno volto quando era già in terra. Tuttavia, non è stata individuata l'entità della somma rapinata all'uomo di Allerona. Si parla di poche decine di euro, ma solo Farina, se si risveglierà dal coma, potrà chiarire quanto denaro in contante aveva quella sera. Questa mattina a mezzogiorno è programmato l'interrogatorio per la convalida del fermo firmato dal pm. I due arrestati (assistiti dall'avvocato Giuliano Migliorati) dovranno rispondere alle domande del gip Francesco Rigato.