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Licci e Chiricozzi chiedono l'abbreviato

Paolo Di Basilio
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Riccardo Licci e Francesco Chiricozzi, accusati di aver stuprato e filmato una 36enne, chiedono di essere processati con il rito abbreviato. La notizia era nell'aria già da giorni, almeno da quando il gip ha accolto la richiesta di giudizio immediato avanzata dal pm Michele Adragna fissando la prima udienza davanti al collegio per il 23 novembre. Se sarà accolta la richiesta di rito abbreviato il processo si celebrerà, con gli atti presenti nel fascicolo del pm, davanti al gip e a porte chiuse. Gli imputati, in compenso, potranno beneficiare dello sconto di un terzo della pena previsto dalla legge per chi sceglie di farsi giudicare in questo modo. La richiesta dovrebbe essere ufficializzata dai difensori (gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta, Giovanni Labate e Domenico Gorziglia), questa mattina. Dal 13 settembre, dopo oltre quattro mesi di carcere, i due sono agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Il gip gli ha concesso di lasciare il carcere dopo che il pm aveva chiesto il giudizio immediato chiudendo le indagini. Non c'erano più le esigenze cautelari e il pericolo di minacce verso la vittima poteva essere contenuto con la più leggera misura degli arresti a casa. Chiricozzi e Licci, 19 e 20 anni, il primo di Vasanello (dove era consigliere comunale di CasaPound) il secondo di Viterbo, sono accusati di violenza sessuale aggravata e lesioni ai danni di una 36enne del capoluogo. La sera dell'11 aprile la incontrarono in un pub, iniziarono a bere insieme e poi la donna lì seguì fino all'Old Manners, il circolo gestito da CasaPound che quella notte era chiuso. Proprio lì dentro avvennero le violenze che sono state filmate con gli smartphone. La ragazza fu atterrata con un pugno quando provò ad opporsi alle avances dei giovani, poi fu violentata a turno. I filmati della serata di violenze sono stati ritrovati nella memoria di uno dei cellulari, mentre nell'altro erano stati cancellati. I file tuttavia sono stati recuperati dal perito incaricato di analizzare il contenuto delle memorie dei dispositivi e quello degli hard disk del sistema di videosorveglianza dell'Old Manners. La testimonianza della vittima è stata “cristallizzata” con un incidente probatorio.