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Eredità sospetta, assolto medico

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Paolo Di Basilio
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E' stato assolto con formula piena Marcello Piccioni, il medico condotto di Canale Monterano, accusato di circonvenzione d'incapace, appropriazione indebita nei confronti di una sua paziente ottantenne di Vetralla deceduta nel 2013. Il verdetto del giudice monocratico, Silvia Mattei, è arrivato dopo aver ascoltato le dichiarazioni spontanee del dottore, la requisitoria del pm e le conclusioni di parte civile e difesa. Il medico si è dichiarato estraneo ai fatti, in quanto ha sempre considerato il suo come un lavoro di servizio verso la comunità cui appartiene, dalla quale ritiene di essere stimato, di essere una persona perbene e di essere amareggiato per la vicenda che lo vede coinvolto. Ha aggiunto anche che le accuse di aver lasciato morire l'anziana - fu indagato anche per omicidio colposo ma l'ipotesi fu archiviata - sono “strampalate e sono state archiviate in poche battute” ribadendo la sua completa innocenza. Il medico è stato accusato per i fatti accaduti prima della morte dell'ottantenne, che risalgono dal 2011 e al 2013. E' stato denunciato per appropriazione indebita dalla famiglia della donna, poiché avrebbe fatto firmare all'anziana una polizza assicurativa di 40.000 euro a favore della figlia e si sarebbe anche fatto intestare una villa. Inoltre, nel testamento sarebbe stato nominato erede di parte dei beni dell'anziana. Ma i familiari della donna lo avevano denunciato anche per omicidio colposo, poichè contestavano il fatto che il medico si rifiutò di ricoverare la signora presso l'ospedale di Bracciano, nonostante la diagnosi del pronto soccorso indicasse un “rallentamento psicomotorio” della paziente. Il giorno successivo gli stessi parenti trovarono la donna a letto in gravi condizioni, ma non ci fu alcun ricovero. Anche il pm aveva sollecitato l'assoluzione. La parte civile (costituita dai familiari della signora, autori delle denunce che avevano fatto partire l'inchiesta) rappresentata dall'avvocato Mauro Danielli, in totale disaccordo con le conclusioni del pm, ha dichiarato che l'anziana donna, all'epoca dei fatti non fosse pienamente in grado di intendere e di volere e dunque di proteggere i suoi beni. Secondo il difensore l'avvocato Antonio Maria Carlevaro, che ha difeso il medico nel processo, la signora era lucida e conscia. La decisione finale del giudice ha fatto dunque scattare l'abbraccio del medico con i propri familiari, presenti all'udienza.