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Andrea in silenzio davanti al gip

Paolo Di Basilio
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E' durato poco meno di due minuti l'interrogatorio di garanzia di Andrea Landolfi, l'ex pugile operatore sanitario romano in carcere da mercoledì perché indagato per l'omicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri. Ieri mattina il gip di Roma lo ha ascoltato per rogatoria. Come era ampiamente prevedibile, il ragazzo, assistito dal suo difensore (l'avvocato Luca Cococcia), si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Aspettiamo di vedere le carte dell'inchiesta poi decideremo cosa fare, per questo abbiamo deciso di non parlare in questa fase”, ha detto il suo legale all'uscita del carcere di Regina Coeli dove si è svolto l'esame. L'avvocato sta studiando se chiedere, nei prossimi giorni, l'annullamento della misura. in ogni caso l'indagine potrebbe essere chiusa prima. La Procura ha già raccolto gli elementi e, salvo colpi di scena, si appresta a chiedere il giudizio immediato per il pugile romano che rischia un processo davanti alla Corte d'Assise. E' indagato per omicidio volontario aggravato dai futili motivi, omissione di soccorso e lesioni ai danni della nonna. La notte tra il 4 e 5 febbraio avrebbe litigato con Maria Sestina in un pub di Ronciglione. Una discussione aspra, tanto che la ragazza aveva manifestato la volontà di non tornare a dormire in casa della nonna dell'indagato. Alla fine seguì il ragazzo nell'abitazione di Ronciglione e lì avvenne la caduta. Secondo la Procura - decisiva la testimonianza del figlio di 5 anni di Landolfi che ha mimato la scena con un pupazzo - la giovane fu scaraventata oltre il parapetto della scala dal fidanzato che era stato appena respinto dopo un tentativo di riconciliazione. I soccorsi vennero chiamati solo all'alba e la giovane morì all'ospedale Belcolle. Il giovane avrebbe aggredito anche la nonna che era in casa procurandole delle lesioni al costato. Ma l'anziana donna, sempre secondo l'accusa, mentì agli inquirenti. Il difensore di Landolfi ha già dato mandato a due consulenti di studiare la dinamica della caduta per provare a mettere in discussione la ricostruzione offerta dalla Procura.