Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Offre 200 euro ai carabinieri, condannato

default_image

Paolo Di Basilio
  • a
  • a
  • a

Quelle due banconote da cento euro, allungate ai carabinieri insieme al libretto dell'auto gli sono costate una condanna per tentata corruzione di pubblico ufficiale. Ha patteggiato una pena di un anno due mesi e sei giorni il 62enne rumeno che a maggio fu arrestato dai militari dopo che lo stesso, secondo l'accusa, aveva cercato di offrigli duecento euro per evitare una multa. L'uomo si è difeso sostenendo che non sapeva che all'interno di quel borsello c'erano le banconote, ma alla fine ha deciso, insieme al suo legale (l'avvocato Corrado Cocchi) di patteggiare. La richiesta ha avuto il parere favorevole del pm Stefano D'Arma e poi, dopo una camera di consiglio di circa 30 minuti, è stata accolta dal collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei (Giacomo Autizi ed Elisabetta Massini a latere). Al rumeno è stata riconosciuta la sospensione della pena e non ci sono state pene accessorie. I fatti risalgono alla serata del 5 maggio di quest'anno e sono avvenuti nei pressi dello svincolo autostradale di Orte. Il 62 è stato fermato alla guida di un furgone che trainava un rimorchio con un'automobile sopra. Il pensionato, che è da diversi anni in Italia, era diretto in Romania dove aveva intenzione di passare un periodo di vacanza. Ma il suo viaggio si è interrotto a Orte. I carabinieri che lo hanno fermato gli contestarono una serie di violazioni al codice della strada legate al trasporto di quell'auto. L'imputato aveva accettato di trasportare il veicolo, di proprietà di un'amico, in Romania. Quell'auto, secondo le norme entrate in vigore quest'anno, non avrebbe più potuto circolare in Italia. Dunque per ricompensare l'amico che gli aveva fatto dei lavoretti in casa, accettò di portare la sua Audi in Romania. Nell'auto in questione c'era un borsello con i documenti all'interno del quale c'erano le due banconote. Quando il 62enne lo ha dato ai carabinieri, che avevano chiesto di vedere la carta di circolazione del veicolo, il gesto è stato interpretato come un tentativo di conclusione e per l'uomo scattarono le manette. Già durante l'udienza di convalida l'uomo aveva parlato di un equivoco. “Non sapevo che all'interno del borsello c'erano dei soldi, forse sono stati messi lì dal mio amico per sbrigare le pratiche burocratiche per l'ingresso dell'auto in Romania”.