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Ospedale, di notte 4 varchi incustoditi

Paolo Di Basilio
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La notizia del recente furto dei quadri che abbellivano i corridoi dell'ospedale Andosilla e che erano stati gentilmente donati dagli artisti locali che fanno parte del “Groupe in Art'è” ha lasciato sconcertato l'intero paese. Nel giro di un anno e mezzo i ladri sono riusciti a derubare per ben tre volte la struttura sanitaria civitonica e a fare razzia indisturbati. Adesso non rimane più nemmeno un quadro alle pareti del corridoio che conduce agli ambulatori. Un episodio triste e sconcertante, che ha suscitato il forte disappunto del sindacato Nursing Up: “Sono anni che diciamo all'Azienda sanitaria di Viterbo di effettuare dei controlli capillari - ha dichiarato il segretario Filippo Mario Perazzoni - e di chiudere le porte di sera. Nell'ospedale Andosilla ogni notte ci sono quattro accessi liberi per entrare: uno nella sala Cup, uno nel locale dell'ex reparto di Rianimazione, uno vicino alla chiesetta e uno presso il vecchio Pronto Soccorso. Assurdo. In ogni struttura ospedaliera che si rispetti si entra soltanto dal Pronto Soccorso”. Continua Filippo Mario Perazzoni: “Apprendo dalla stampa che la direzione aziendale, dopo l'ennesimo furto impunito, intende adesso installare delle telecamere. Non c'è problema, come al solito le pagheranno i cittadini con i soldi pubblici. Secondo me, considerate le inadempienze che finora sono state commesse, dovrebbe pagare la direzione sanitaria. Cosa stiamo aspettando per rendere più sicuro l'Andosilla, magari che qualche operatore venga aggredito? Di norma negli enti pubblici , se vengono accertate delle inadempienze, sono i dirigenti a dover rispondere di quanto accade. Tre furti ravvicinati senza che qualcuno si accorga di nulla e senza che nessuno si attivi per tempo fanno chiaramente emergere che qualcosa non quadra, che i controlli sono insufficienti. La direzione sanitaria ha le sue responsabilità. Chiediamo pertanto il suo azzeramento. Alla luce di questi fatti non ci sembra affatto efficiente”. Nello spogliatoio delle donne, per dirne un'altra, mancano ancora i condizionatori dell'aria. Non si può chiedere al sindacato di collaborare - conclude il segretario della Nursing Up Filippo Mario Perazzoni - quando poi la direzione sanitaria è latitante e non garantisce nulla agli operatori”