Cotral, il Regione il caso degli autisti trasferiti

VITERBO

Cotral, il Regione il caso degli autisti trasferiti

05.09.2019 - 14:26

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Sindacalisti e politici confermano le voci su presunti provvedimenti disciplinari punitivi, multe e sospensioni degli stipendi, che Cotral avrebbe messo in atto a danno di alcuni dipendenti. Il caso più eclatante è segnalato da Renzo Coppini, segretario del Sml Fast-Confsal, e denunciato da Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio: “Angelo, un conducente, quasi tre decenni trascorsi al volante - racconta il consigliere Ghera - un giorno mentre riporta al deposito un bus fuori servizio ha un incidente che non causa danni alle persone. Subito interpellato dall’azienda, fornisce elementi concreti a sua discolpa, ma Cotral lo ritiene responsabile del sinistro e gli chiede di risarcire danni che ammontano a 15 mila euro. Così parte una causa che, tra ritardi e ricorsi, è ancora pendente. Intanto dall’azienda di trasporti arriva un provvedimento disciplinare pesante, senza dubbio eccessivo: il dipendente viene trasferito dal deposito di Civitavecchia a quello di Colleferro, praticamente dalla parte opposta della regione e per di più retrocesso al livello professionale inferiore. Particolarmente penalizzante, se consideriamo che Angelo usufruiva della legge 104, concessagli per assistere la madre allettata, e purtroppo deceduta qualche settimana fa, e per supportare la moglie invalida al cinquanta per cento”.
Questo non sarebbe un caso isolato: “Sempre secondo quanto riferisce Coppini - prosegue Ghera - sono stati comminati altri trasferimenti punitivi. Alcuni sono in atto da più di due anni, contro il regolamento che stabilisce la durata massima di 24 mesi per questo tipo di provvedimenti. Particolarmente impattanti sulla qualità della vita, quelli subiti dai dipendenti: R. D., donna, separata con una figlia di 6 anni, residente a Gaeta e trasferita a Sora e quelli di R.M, spostato da Roma alla sede di Genazzano e di A.M., trasferito dall’impianto di Cerveteri a Montalto; entrambi prima sospesi dalla paga e dal servizio per mancanze varie, poi reintegrati con transazione e trasferimento punitivo. C’è qualcosa che non è chiaro in questa insistenza di Cotral sull’entità e sulla durata delle sanzioni, che le istituzioni preposte hanno il dovere di appurare”.
Anche Alessandro Borgioni, segretario della Filt Cgil Civitavecchia-Roma Nord-Viterbo, conferma la gravità di queste azioni e più in generale contesta l’atteggiamento dell’azienda nei confronti di sindacati e lavoratori. “Sicuramente ci sono stati uno, o più casi di trasferimenti punitivi - spiega - ma il numero conta relativamente, non è con questi provvedimenti disciplinari che si risolvono i problemi. Noi siamo in vertenza con Cotral e per questo abbiamo chiesto uno sciopero di 24 ore. La compagnia va per conto suo su una serie di cose non rispettando i sindacati e soprattutto i lavoratori ed i trasferimenti punitivi sono solo una parte dei problemi. Da parte nostra, se qualche dipendente ha bisogno, mettiamo a disposizione un legale che attualmente a livello nazionale sta demolendo il Jobs Act. Un sindacato deve difendere i lavoratori dal punto di vista collettivo, ma anche individuale”.
Lo stesso Ghera intende prendere provvedimenti concreti e sollevare la questione davanti al presidente e al consiglio regionale attraverso un’interrogazione: “Cotral- conclude - dovrà spiegare come mai non ha correttamente applicato la legge 148 (R.D 1931) che regola le sanzioni disciplinari e che non contempla il trasferimento punitivo per le contestazioni generali, ma solo per grave incompatibilità ambientale del tipo: litigi o alterchi con un collega, oltraggi a superiori gerarchici. Ricordo che nel codice disciplinare gli incidenti non sono sanzionati così duramente. L’obiettivo è di portare l’azienda del trasporto pubblico regionale a chiarire le ragioni della eccessiva severità dei provvedimenti a carico dei dipendenti e di adoperarci come gruppo consiliare regionale di Fratelli d’Italia per la definitiva risoluzione dei contenziosi di questo genere, tra la compagnia e i dipendenti trasferiti. A questo proposito, presenterò un’interrogazione in cui chiedo che il presidente della Regione e l’assessore alla mobilità verifichino i termini della questione e riferiscano al Consiglio regionale”.

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