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Tre fucili rubati nascosti nel bosco

Paolo Di Basilio
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In auto avevano la cocaina mentre nel bosco nascondevano tre fucili rubati. I carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Tuscania hanno arrestato nei giorni scorsi due uomini, un italiano di 33 anni e un marocchino di 26, fermati sull'Aurelia al termine di un'indagine partita da alcune informazioni raccolte dai militari sullo smercio di droga sul Litorale al confine con la Toscana. Da giorni l'attenzione dei carabinieri si era concentrata su quei due uomini che erano stati notati più volte dirigersi, a bordo di un'utilitaria, all'interno di un bosco nella zona di Pescia Romana, non lontano dal confine con Capalbio. I movimenti dei due hanno insospettito i carabinieri che, lo scorso fine settimana, hanno deciso di entrare in azione. E' stato organizzato dunque un posto di blocco e i due sono stati fermati, a bordo dell'auto notata più volte vicino all'area boscosa nei giorni precedenti, lungo l'Aurelia. E' scattata la perquisizione e all'interno dell'abitacolo sono stati trovati cinque involucri di cocaina per un peso totale di 10 grammi. I due si sono dunque chiusi nel silenzio e non hanno più parlato con i militari. E' scattato l'arresto e sono stati messi agli arresti domiciliari con l'ipotesi di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti. ARMI E DROGA, DUE ARRESTI (Leggi qui) Ma la posizione dei due si è complicata quando i carabinieri hanno deciso di tornare nel bosco dove più volte erano stati notati durante le fasi delle indagine. Come è emerso da diverse operazioni e indagini contro lo spaccio di droga nel Litorale, i boschi tra il Lazio e la Toscana vengono spesso utilizzati per nascondere la droga che poi viene spacciata nelle piazze di Montalto, Pescia Romana, Orbetello e Capalbio. Questa volta il deposito della droga non è stato trovato, tuttavia i militari hanno rinvenuto delle armi proprio nell'area dove sono stati notati più volte i due arrestati. Sono stati sequestrati dunque tre fucili che, dopo gli accertamenti portati avanti dalla stazione di Montalto di Castro, sono risultati rubati. Erano spariti a giugno da un'abitazione di Capalbio dove erano regolarmente posseduti e registrati. I due indagati, come detto, non hanno parlato. Tuttavia i carabinieri ritengono che quelle armi erano custodite da loro e dunque per loro potrebbe configurarsi anche l'ipotesi di detenzione illecita di armi. Gli arresti sono stati convalidati dal giudice del tribunale di Civitavecchia e i due liberati in attesa dello sviluppo ulteriore delle indagini.