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Telecamere al setaccio per chiarire la presunta aggressione omofoba

Paolo Di Basilio
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Saranno le telecamere di sorveglianza puntate su piazza Vittorio Emanuele a chiarire le circostanze del presunto caso di omofobia del quale ha denunciato di essere stato vittima il parrucchiere 28enne Carmine Buono sabato sera, 14 luglio,  mentre stava tornando a casa dalla festa della birra. I carabinieri di Montefiascone, dopo aver ricevuto la denuncia da parte del giovane stanno ora approfondendo ogni dettaglio della vicenda, per chiarire cosa esattamente sia successo. La presunta vittima ha indicato alcuni testimoni del fatto, e le immagini delle apparecchiature di videosorveglianza dovranno rispondere in primo luogo alla domanda ‘chi c'era in quel momento nella piazza, così vicino da poter dire con certezza cosa sia avvenuto'. C'era anche un'autoambulanza, i cui operatori tuttavia non sarebbero stati citati come testimoni dal giovane aggredito; e dire che la loro sarebbe una testimonianza molto più utile di quella di eventuali amici, in quanto assolutamente “terza” rispetto a presunta vittima e presunti aggressori. Anche da parte del gruppo di persone accusate dello spintone e degli insulti viene la sollecitazione a sentire gli operatori sanitari che erano presenti in piazza: “Loro potranno confermare che non c'è stata alcuna rissa, alcuna aggressione omofoba, soltanto una breve discussione tra persone che prima si erano messe in società e che poi avevano sciolto questa società; in questi casi è normale che ci sia qualche ruggine, ma certamente non ci sono stati insulti omofobi e non ci sono state botte”. “D'altra parte, argomentano, proprio davanti all'edicola, a pochi passi da noi, c'erano gli operatori dell'ambulanza davanti al mezzo, se ci fosse stata un'aggressione sarebbero intervenuti. E poi, se davvero l'aggredito aveva avuto un problema cardiaco in quel momento, perché non si è rivolto a loro lì, subito, visto che avevano un mezzo dotato di defibrillatore, invece di raggiungere l'ospedale?”. La versione dei presunti aggressori è questa: “Eravamo scesi dal Comune e stavamo tornando verso casa quando abbiamo incrociato l'ex socio di una persona che componeva il gruppo; c'è stato un piccolissimo diverbio tra i due per questioni che attengono i loro affari, ma senza traccia di omofobia. Noi speriamo che le telecamere montate in piazza abbiano inquadrato tutto in modo da chiarire che non c'è stata nessuna aggressione”.