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Coronavirus Lazio, lavoratori pulizie e ristorazione degli ospedali senza mascherine: protestano i sindacati

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, lavoratori delle pulizie e della ristorazione degli ospedali senza mascherine: protestano i sindacati che chiedono la verifica degli standard di sicurezza nel Lazio. Leggi anche: Il bollettino dello Spallanzani del 26 marzo E'la richiesta avanzata congiuntamente da Filcams-Cgil Roma Lazio, Fisascat-Cisl Lazio, Roma Capitale e Rieti, UilTucs Roma e Lazio e UilTrasporti Lazio, e indirizzata a  tutte le aziende in appalto per le pulizie e ristorazione del sistema sanitario laziale, e per conoscenza a tutte le direzioni sanitarie del Lazio e a tutte le associazioni datoriali interessate. “Quanto sopra- si legge nella lettera - assume ancora maggiore rilevanza poiché, ad oggi, ci risulta che a diversi lavoratori sia stata fornita una parziale e non adeguata dotazione di Dpi, così come risulta, che gli stessi lavoratori siano costretti ad operare in condizioni di scarsa sicurezza, ma soprattutto senza garanzia alcuna del rispetto di quanto previsto nelle disposizioni recentemente emanate contenenti le linee di comportamento da seguire utili al contenimento del rischio da contagio ( consegna Dpi, rispetto distanze di sicurezza, sanificazione degli ambienti) così come riscontriamo che non sia stata attuata una corretta informazione/formazione a tutti i lavoratori". “Vi informiamo sin d'ora – si prosegue - che, in caso di mancata attuazione di quanto richiesto, le scriventi Organizzazioni Sindacali attiveranno tutte le iniziative sindacali e legali a difesa dei lavoratori, utili al riconoscimento degli eventuali danni biologici insorti a causa del mancato rispetto delle disposizioni vigenti per il contenimento del contagio da Covid-19”.