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Coronavirus, un viterbese in prima linea in Lombardia sul fronte più caldo della guerra contro il Covid-19

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, un viterbese in prima linea in Lombardia sul fronte più caldo della guerra contro il Covid-19. Si chiama Daniele Valeri ed è in forza all'ospedale di Brescia. Classe 1985, a 35 anni si trova ad affrontare dalla prima linea il più nefasto degli eventi per l'umanità dalla seconda guerra mondiale. A Brescia fa il tecnico di radiologia, presso il policlinico ASST Valcamonica. Lavora lì dal 2012. La struttura è stata convertita, dal 9 marzo scorso, in un centro Covid-19. Vale a dire che è uno dei presidi della Regione Lombardia dove si sta cercando di prestare tutte le cure possibili ai contagiati. Leggi anche: Venticinque sanitari contagiati nella Tuscia Un avamposto di frontiera nella frontiera. La struttura sanitaria è punto di riferimento non solo per Brescia ma ormai anche per Bergamo, dove la situazione è disperata. Si tratta delle due province, al momento, più colpite d'Italia. Qui il coronavirus terrorizza e i morti, ogni giorno, si contano a centinaia. La famiglia cerca di mettersi in contatto con lui al termine di turni massacranti. I reparti di radiologia infatti sono, in questo momento, sovraccarichi di lavoro. Qui vengono effettuate sui pazienti le lastre per verificare la situazione delle infezioni nei polmoni. “Tanta è la paura perché abbiamo sotto gli occhi, attraverso i media, la situazione – racconta il nonno di Daniele, che cerca di sentirlo quando può -. Siamo orgogliosi però di lui perché sta facendo qualcosa di importante e riteniamo sia un punto d'orgoglio anche per la città di Viterbo sapere che c'è uno di noi là dove la guerra al Covid-19 è più dura e disperata”. “Ci racconta – continua - che all'inizio non erano ben coscienti di quello che li aspettata in quanto il protocollo da applicare era completamente nuovo ma da subito hanno capito la delicatezza e criticità, prendendo coscienza immediatamente sul da farsi. Tutto il personale dell'ospedale ha preso coraggio e sta affrontando con serietà e professionalità l'emergenza. Anche Daniele è consapevole dei rischi di contagio per lui e tutto il personale sanitario e in particolare il reparto di Radiologia che lavora incessantemente sotto pressione per i tantissimi casi di Covid-19. Spero di poterlo riabbracciare presto”.