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Coronavirus, anche a Viterbo medici e infermieri protestano per le mascherine inadatte: "E' un'indecenza"

Paolo Di Basilio
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Coronavirus, anche a Viterbo medici e infermieri protestano per le mascherine inadatte: "E' un'indecenza". A lanciare l'allarme con un comunicato è la Fp-Cgil medici e dirigenti che ha diramato, lunedì 16 marzo, una dura nota per criticare ciò che sta avvenendo nei reparti di Belcolle. Leggi anche: Coronavirus, tre contagiati a Tuscania "Mancano i dispositivi di protezione, quelli che sono stati distribuiti in questi giorni presso le Aziende Sanitarie sono indecenti, non conformi alla normativa, più somiglianti a strumenti di pulizia domestica che atti a difendere i nostri 'eroi' dal pericolo di contagio", si legge nella nota del sindacato che continua: "Medici, infermieri, ostetriche, tecnici dirigenti ed operatori sanitari che chiedono solamente di essere messi in condizione di poter lavorare e di non essere trattati come carne da macello sacrificabile. Procedure operative inadeguate, purtroppo ancorate al concetto del 'sospetto positivo' che non rispecchiano la realtà, chiara persino al supermercato, che siamo tutti da considerare 'sospetti positivi'. L'operatore sanitario è una importante risorsa, rappresenta l‘ultimo baluardo dell'assistenza sanitaria, deve essere rispettato, tutelato e protetto". "La nostra sanità pubblica è stata per anni volontariamente saccheggiata e smantellata - concludono - con tagli indiscriminati delle risorse umane, delle risorse strumentali e dei posti letti, anteponendo dei meri parametri economici alla tutela della salute dei cittadini. Contemporaneamente è stata attuata una politica di denigrazione della sanità pubblica e degli operatori sanitari che vi lavorano, affinché il cittadino digerisse meglio lo smantellamento che si stava perpetrando a suo danno. Quindi sono stati chiusi gli ospedali, i posti letti, sono state bloccate le assunzioni cercando di non rendere più efficiente quel sistema sanitario considerato uno dei migliori al mondo, con l'obiettivo nemmeno troppo celato di favorire il nascere di una sanità privata alternativa a quella pubblica. Ora l' emergenza Covid19 ci evidenzia la triste verità, mancano professionisti, medici, infermieri, ostetriche, tecnici, dirigenti e operatori sanitari, mancano posti letti, mancano perché per anni non è stata fatta una adeguata programmazione sanitaria".