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Sordomuto tentarapina in banca

Paolo Di Basilio
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E' un episodio di cui, in questi giorni, si fa un gran parlare a Nepi, fornendo una serie di dettagli che, alla stravagante ricostruzione, aggiungono qualcos'altro: lo sconcerto e, perfino, la pena per il maldestro rapinatore che, da come si è presentato e dal modus operandi, era sordo e forse, addirittura, sordomuto. Il fatto, che sarebbe accaduto la settimana scorsa, avrebbe avuto come teatro un importante istituto di credito di Nepi. Un uomo, presentatosi agli sportelli, avrebbe esibito un cartello. Sopra c'era scritto: “Datemi cinquantamila euro o vi ammazzo”. Non una parola, non una sillaba, avrebbe profferito l'uomo. E' probabile che, conoscendo la situazione della banca, contasse sul fatto che, come spesso accade, vi fossero delle impiegate agli sportelli. Quindi soggetti, almeno teoricamente, meno tetragoni e coriacei. Invece, pare che l'aspirante rapinatore fosse incappato, nella banca, in un impiegato piuttosto forte, sia di carattere che di modi, il quale, invece di spaventarsi, lo avrebbe messo in fuga. Il presunto bandito, tra l'altro, avrebbe finito per trovarsi bloccato da una porta che, per qualche ragione, non scorreva così veloce come sperava. Pare anche che, a dargli il suo, e a dirgli la loro, siano stati in due, entrambi dipendenti della banca.  L'uomo, in altre parole, avrebbe ricevuto una lezione. Una lezione tale, da indurlo a non ripresentarsi mai più in quella banca nè, probabilmente, in nessun'altra banca.