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Casse a secco, il Comune non paga i libri di testo delle elementari

Evandro Ceccarelli
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“Potete far pubblicare anche un articolo sul Corriere di Viterbo tanto non cambia nulla”. Questa è la frase che qualche impiegato, se non addirittura qualche dirigente del Comune di Civita Castellana, sembra aver pronunciato ad un cartolibrario che giustamente era andato negli uffici del Municipio di piazza Giacomo Matteotti a reclamare i propri soldi, promessi da mesi ma finora mai concessi. Un caso di una gestione pubblica e amministrativa che lascia i cittadini a dir poco perplessi (in contemporanea in questi giorni la bolgia della Talete sta mandando in tilt l'intero paese). Forse pochi sanno che i libri della scuola primaria (testi scolastici che vengono distribuiti gratuitamente alle famiglie degli alunni che frequentano le classi delle elementari) vengono dapprima acquistati presso le case editrici dalle cartolibrerie locali che poi dovrebbero essere rimborsati dal Comune entro un determinato lasso di tempo. Insomma i privati anticipano i soldi e poi il pubblico rimborsa. Un meccanismo apparentemente semplice e lineare che invece nasconde l'insidia più odiosa ossia il ritardo dei pagamenti da parte del Comune. “Di questa grave situazione, ovvero del mancato saldo delle cedole dei libri delle scuole elementari - dichiara un cartolibrario - abbia informato il sindaco Angelelli ai primi di febbraio. Presupponiamo che ci sia stata una dimenticanza, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Quindi siamo andati in Comune, dove la fine della scorsa settimana abbiamo parlato con il dottor Tomassetti, il quale ha assicurato che la fattura sarebbe stata pagata il lunedi successivo cioè il 23 febbraio. Non essendo arrivato alcun pagamento siamo tornati in Comune il 27 febbraio. Siamo saliti due volte ad un'ora di distanza. La seconda volta Tomassetti, lo stesso che aveva assicurato il pagamento per il 23 febbraio, ha detto chiaro e tondo che non c'era liquidità per il saldo delle cedole e che erano inutili proteste di qualsiasi tipo, che potevamo anche far uscire un articolo sul Corriere che tanto non cambiava niente”. “Ora- spiega il cartolaio - a parte che non si promette di fare una cosa e poi dire che non è possibile solo cinque giorni dopo. Oltre questo l'aspetto più grave è che il problema si ripete ogni anno da quando forniamo i libri per le scuole elementari, senza alcun rispetto per noi che anticipiamo i soldi ad agosto e a settembre. Visto che i soldi praticamente li riprendiamo quando è ormai tempo di fornire i libri per l'anno successivo, diciamo le cose come stanno: i libri delle elementari non li fornisce il Comune, ma i cartolibrari”. La rabbia e l'amarezza è tale che qualcuno ha deciso di prendere una drastica decisione, esortando gli altri cartolibrari a fare lo stesso. Il prossimo anno sarà il Comune di Civita Castellana a dover acquistare i libri direttamente dalle case editrici ad agosto, senza più l'intermediazione delle cartolibrerie che vengono trattate a pesci in faccia. Forse questo articolo del Corriere di Viterbo “non cambierà nulla” come dicono in Comune, ma almeno un importante scopo l'ha già raggiunto: quello di informare i cittadini su una situazione della quale il Comune non può certo dire che stia facendo una gran bella figura. Alfredo Parroccini