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Aquilanti, accolto il concordato preventivo: uno spiraglio per 200 lavoratori

Andrea Niccolini
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La Aquilanti Spa ricorre al concordato preventivo. Il tribunale ha accolto la richiesta presentata dalla storica azienda del settore idro-termo-sanitario che attraversa un grave momento di crisi con conseguente rischio per i 200 dipendenti impiegati nelle 15 filiali sparsi tra le regioni Lazio, Umbria e Toscana, 100 dei quali solo nella sede principale di Viterbo. Ad annunciare il ricorso per l'ammissione al concordato “con riserva” - uno strumento giuridico che consente di evitare il fallimento tramite un accordo in grado di soddisfare almeno parzialmente i creditori - è la stessa Aquilanti, che ha presentato la richiesta il 22 marzo scorso e che ora avrà tempo fino al 26 giugno per depositare la proposta vera e propria, con il piano e tutta la documentazione di legge. Nel frattempo, assicura la proprietà in una nota, "tutte le filiali della società sono pienamente operative". Contestualmente al ricorso al tribunale di Viterbo è stato nominato commissario giudiziale l'avvocato Giovani Cabras, "professionista di elevate qualità professionali ed accademiche", assicura la famiglia Aquilanti, il cui obiettivo è "preservare la continuità aziendale, nel contesto della procedura di concordato, avvalendosi degli strumenti previsti dalla normativa concorsuale per consentire l'immediato e più efficace rilancio dell'attività".