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Dopo i crolli sotto al palazzo di via Cardinal la Fontaine scoperto un antico cimitero

Andrea Niccolini
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Ancora un crollo su via Cardinal La Fontaine, ma Palazzo dei Priori è al lavoro per rimuovere, il prima possibile, i disagi a residenti e commercianti della zona. “Dobbiamo riaprire presto anche al traffico veicolare, naturalmente garantendo la massima sicurezza – è la linea del sindaco Giovanni Arena -. A tal proposito stiamo attendendo gli ultimi risultati di alcuni rilievi effettuati al geo radar che ci diranno se possibile intervenire strutturalmente inserendo un apposito ponte, nel punto critico interessato dai crolli, capace di rendere possibile il transito delle macchine”. Un colpo di reni all'indomani di un nuovo cedimento che ha interessato il palazzo che fa angolo con via del Gonfalone, già colpito lo scorso 18 dicembre dal cedimento dei solai e del tetto. Fatto che ha determinato la chiusura della strada al transito veicolare e pedonale. Quest'ultimo era stato riaperto proprio nella giornata di martedì. Poi, poco prima delle 20, un nuovo tonfo sordo. Il crollo ha interessato, questa volta, la parte bassa dell'edificio, con la caduta di alcuni calcinacci all'interno dell'impalcatura che è stata realizzata per ragioni di sicurezza. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, gli agenti della polizia locale e i tecnici del Comune. “Parliamo di un nuovo cedimento nel punto posteriore del palazzo, non sul lato di via Cardinal La Fontaine. Quindi la stessa rimane aperta, attraverso un corridoio largo un metro e ottanta centimetri, ai pedoni”, spiega l'assessore Laura Allegrini. Intanto emergono dai rilievi effettuati dai tecnici ulteriori importanti dettagli. Prima di tutto che il palazzo protagonista delle recenti cronache sarebbe stato realizzato su un terreno fragile e che proprio là sotto si troverebbero i resti di un antico cimitero legato alla vicina chiesa del Gonfalone. A confermarlo è lo stesso primo cittadino Arena: “Si tratta di un cimitero che risale probabilmente al '500 o '600. Sono state individuate anche delle ossa”. “L'edificio in questione va demolito – continua il sindaco - nell'interesse dei proprietari stessi. Quanto accaduto martedì sera è un qualcosa di già annunciato, avevamo individuato quella criticità e sapevamo che era solo questione di tempo prima di un nuovo crollo”. La proprietà dello stabile ha però fatto causa al Comune di Viterbo, ritenendo che all'origine dei crolli ci siano cedimenti del manto stradale a ridosso della struttura. Tesi non condivisa da Palazzo dei Priori. Questa contrapposizione ha fatto sì che il presidente del Tribunale, Maria Rosaria Covelli, abbia dato incarico a un perito super partes per dirimere la controversia sul piano tecnico. Solo che lo stesso professionista si è preso 120 giorni di tempo per depositare la perizia. Un tempo lungo e su questo si sono trovati tutti d'un sentimento il Comune, i residenti e i commercianti. Proprio ieri mattina Arena ha inviato una lettera al perito per sollecitare la consegna delle sue valutazioni. Lettera concordata martedì mattina in seno a una riunione che ha visto protagonisti Arena e gli assessori Laura Allegrini e Alessia Mancini con i commercianti. Assenti i residenti per un disguido. L'incontro infatti era preventivato per il pomeriggio, ma un impedimento ha spinto nella direzione di un'anticipazione e la comunicazione non ha raggiunto i residenti della zona. “Siamo tutti d'accordo sulla necessità di accelerare i tempi – così l'assessore Mancini – ed è importante riaprire al traffico veicolare anche se magari saranno necessarie, oltre a tutti gli accorgimenti tecnici di sicurezza, anche delle limitazioni alla velocità di transito”.