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Presta il pc a un'amica, lei ci trova dentro foto pedopornografiche

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Andrea Niccolini
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Accusato di detenzione di materiale pedopornografico; per questo fu arrestato nel 2015 e ora è a processo un dipendente di un ente pubblico di Viterbo che risiede in un comune della provincia. Martedì mattina ha testimoniato la donna che consegnò l'hard disk del computer su cui la polizia postale trovò foto e video oggetto del capo di imputazione. La donna, una siciliana madre di due figlie, di cui una affetta da autismo, si è presentata davanti al collegio giudicante (presidente Silvia Mattei, a latere Elisabetta Massini e Giacomo Autizi). Ha raccontato che conobbe l'imputato su un social network. Lui si mostrò molto disponibile, soprattutto quando seppe dei problemi di una delle bambine. Così, quando lui le raccontò di una struttura sanitaria in provincia adatta alle esigenze della figlia, lei decise di trasferirsi nel comune di residenza dell'uomo. Il quale le prestò anche un pc. Ma proprio su questo computer la signora trova immagini pornografiche e foto con dei minorenni, oltre a chat “sporche”, come le definisce. Allora chiama l'uomo, che si giustifica dicendo che collabora con la polizia postale: “All'inizio ci credo – spiega la testimone – ma poi capisco che non era come diceva”. Al che, “distrussi il computer e consegnai la memoria alla polizia di Viterbo”. I fatti sono del 2014. Da qui l'indagine che portò nella primavera 2015 all'arresto dell'allora 47enne. La prossima udienza il 1 ottobre: saranno sentiti dei testimoni della difesa.