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Ha nascosto nel congelatore il cadavere della sorella, assolto dalla Corte

Rossana Bramante, la donna il cui cadavere venne trovato nel congelatore

Andrea Niccolini
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Assolto per incapacità di intendere e di volere al momento del fatto. Ivo Bramante, 85 anni, ha visto chiudersi il processo a suo carico con un proscioglimento perché mancavano i presupposti per l'imputabilità. L'anziano era accusato di abbandono di incapace (aggravato dalla morte dell'anziana), di occultamento di cadavere e di truffa ai danni dello Stato (l'Inps continuava a pagare la pensione della donna morta per cause naturali). Lunedì mattina, nell'aula 7 del tribunale di Viterbo, la Corte d'assise ha ascoltato lo psichiatra forense che è stato decisivo nel proscioglimento: il professor Giovanni Battista Traverso. “Ho visitato l'imputato varie volte alla presenza del perito di parte - ha spiegato lo lo psichiatra nominato dal tribunale -. Il quadro clinico indica che il soggetto è affetto da molte patologie e quindi è incapace di prendere parte al processo”.  I fatti risalgono al 28 febbraio 2016, quando a Ronciglione l'amministratrice di sostegno che si era recata nell'abitazione dell'uomo per fare l'inventario dei beni di Ivo Bramante, nel frattempo ricoverato in una casa di riposo per problemi di salute, scoprì il cadavere della quasi 80enne Rossana nel congelatore a pozzetto nel garage del condominio di via dell'Ospedale. Era in un sacchetto dell'immondizia. C'era rimasto per un anno circa e l'uomo aveva continuato a incassare la pensione della sorella.  I fratelli Bramante si erano trasferiti a Ronciglione da Castelnuovo di Porto, in provincia di Roma.