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Quattro gatti uccisi, minacce scritte contro una colonia felina

Uno dei gatti uccisi a Civitella d'Agliano

Andrea Niccolini
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Minacce nei confronti di alcuni gatti, organizzati in una piccola colonia che ne conta 8 in tutto, accuditi da una cittadina civitonica, che nei giorni scorsi ha trovato su una cancellata un biglietto riportante pesanti minacce di morte nei confronti dei randagi. La situazione della colonia è monitorata dalle guardie zoofile Oipa Viterbo, che nei giorni scorsi in una nota hanno ricordato che l'uccisione degli animali è perseguibile secondo l'art. 544 bis del codice penale, sottolineando inoltre che la cittadina in questione non crea disagio alcuno attraverso l'accudimento dei gatti, dal momento che li rifocilla avendo cura di non sporcare e senza entrare in alcuna proprietà privata. Se a Civita Castellana si sono limitati alle minacce, a Civitella d'Agliano invece 4 gatti sono stati barbaramente uccisi, alcuni addirittura usando dell'acido, mentre altri sono spariti da una colonia regolarmente censita, che ne contava 20 di entrambi i sessi e di diverse età. Un bilancio pesante, ma non definitivo purtroppo, che vede la mano dell'uomo scagliarsi in maniera violenta contro l'animale. Un'ordinanza del 10 febbraio 2015 emanata dal Ministero della salute, come proroga di altre precedenti, fa divieto assoluto a "chiunque di utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare ed abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze tossiche o nocive…". La seconda parte della stessa ordinanza prevede una procedura invece alla quale adempiere in caso di avvelenamento, ossia l'obbligo da parte del "proprietario o responsabile dell'animale deceduto a causa di esche o bocconi avvelenati" di segnalare l'episodio alle autorità competenti, tramite il veterinario di fiducia il quale emetterà la sua diagnosi. Non soltanto il proprietario dell'animale, ma anche il medico veterinario ha degli obblighi nel caso in cui la diagnosi riporti una sintomatologia riconducibile all'avvelenamento, cioè quello di darne comunicazione sia al sindaco che al Servizio veterinario dell'azienda Sanitaria locale. La direttiva riporta poi una serie di comportamenti da tenere, da parte dei soggetti in causa, nel caso di decesso dell'animale avvelenato. "Le statistiche parlano di un caso di avvelenamento al giorno di animali d'affezione, quelli denunciati naturalmente - ha spiegato Mauro Elefante coordinatore regionale Lazio guardie zoofile Oipa e consigliere nazionale OIpa Italia- L'Oipa sta monitorando queste gravi situazioni, che sono punite secondo l'articolo 544 bis del codice penale. Desidero però sollecitare tutte le autorità competenti citate nell'ordinanza del 10 febbraio 2015, affinché mettano in atto quanto prescritto dalla legge per poter combattere efficacemente questi atti criminali”.