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A Roma in taxi per comprare hashish con la madre e un amico

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Andrea Niccolini
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A Roma con il taxi per rifornirsi di droga. I carabinieri del nucleo radiomobile di Viterbo hanno arrestato lunedì sera tre persone proprio mentre stavano tornando dalla capitale con il “carico”. Erano madre, figlio ventenne e un altro ragazzo che hanno passato una notte nelle camere di sicurezza della caserma di Viterbo per poi presentarsi ieri mattina davanti al giudice Silvia Mattei per la direttissima. I carabinieri li hanno fermati intorno alle 19 di lunedì. I militari sono stati insospettiti perché durante il controllo sentivano un forte odore di hashish. inoltre uno degli occupanti dell'auto indossava dei pantaloni con degli “anomali” risvolti. Dentro, da quello che hanno poi appurato i militari, c'erano tre panetti di hashish da un etto l'uno. Dentro la borsa della madre inoltre sono stati trovati altri 50 grammi di “fumo”. Inoltre il figlio e il suo amico avevano addosso anche tre dosi di cocaina, una di eroina e due bilancini di precisione. Uno degli arrestati nel 2016 fu al centro di un'operazione dei carabinieri contro i furti (ladri mascherati da Ninja). Ieri mattina davanti al giudice Silvia Mattei si è celebrato dunque il processo per direttissima. Uno dei ragazzi (difeso dall'avvocato Samuele De Santis) ha ammesso davanti al giudice di aver effettuato 2 o 3 viaggi a Roma per riportare hashish. Anche la madre (assistita dall'avvocato Domenico Gorziglia) ha ammesso di trasportare solo la droga acquistata a Roma. Entrambi hanno deciso di collaborare con gli inquirenti. Il giudice ha convalidato gli arresti e disposto, come chiesto dal pm Fabrizio Tucci, gli arresti domiciliari.